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Lago di Como, grandissima vittoria: il paradiso verde amato in Lombardia è salvo (ma c’è chi accusa pesante)

“Qui non ha vinto nessuno se non i cittadini: nel 2014 a Cavagna l’edificazione era totalmente non consentita, nel 2025 era stata resa possibile una edificazione minima in aree ristrette, e a gennaio 2026 si è tornati alla situazione del 2014. Ci sono volute 5.800 firme raccolte da un’associazione. I cittadini sono stati ascoltati e non sempre è stato così. Detto questo, siamo felici”. Con queste dichiarazioni, riportate dai colleghi di Primalecco, del consigliere Giovanni Tagliaferri esponente di Orizzonte per Lecco si è chiusa la complessa vicenda riguardante la località di Cavagna. Il caso è stato il fulcro della serata di ieri, mercoledì 29 gennaio 2026, durante la terza seduta fiume del Consiglio comunale di Lecco dedicata all’esame della Variante al Piano di Governo del Territorio (Pgt).

Mobilitazione popolare e salvaguardia del territorio rurale

La località rurale di Cavagna (qui i capitoli precedenti) è ufficialmente salva. La questione, inizialmente sollevata dall’associazione Giuseppe Bovara, aveva acceso i riflettori sui rischi di nuovi interventi edilizi previsti dalla Variante al PGT. La mobilitazione che ne è seguita ha visto la raccolta di quasi 6.000 firme, una pressione pubblica che ha spinto l’Amministrazione comunale a un radicale dietrofront per rafforzare la tutela del paesaggio.

Nonostante le rivendicazioni di alcuni proprietari terrieri, Cavagna rimane attualmente protetta. La soluzione tecnica individuata prevede che i proprietari dei terreni possano moltiplicare per quattro i propri crediti edilizi, trasferendoli o vendendoli per edificare in aree urbanizzate o ex siti industriali, beneficiando di un indice di edificabilità aumentato a 0,1.

Il dibattito in aula tra conservazione e sviluppo

L’assessore Giuseppe Rusconi ha aperto il confronto delineando le posizioni emerse durante la fase delle osservazioni: “Per quanto riguarda gli interventi situati tra la zona di Cavagna – riporta ancora Primalecco (anche per quanto riguarda le prossime dichiarazioni che leggerete sotto) – e quella di Cereda, dalle osservazioni raccolte emergono due posizioni contrastanti. Il primo gruppo propone di eliminare completamente la possibilità di edificare nell’area, considerando l’indice attuale di 0,03 come un indice agricolo che non dovrebbe consentire nuove costruzioni. Al contrario, il secondo gruppo ritiene opportuno aumentare le possibilità edificatorie, suggerendo valori diversi per l’indice agricolo, che vanno da 0,05 a 0,08, fino a 0,12 o 0,15, in modo da permettere un maggiore sfruttamento del territorio per interventi edilizi. In sintesi, le osservazioni mostrano un chiaro contrasto tra la volontà di preservare l’area agricola e la richiesta di ampliare le possibilità edificatorie, evidenziando la necessità di trovare un equilibrio tra tutela del territorio e sviluppo edificatorio”.

A sostegno della tutela assoluta è intervenuta Lorella Cesana di Lecco Ideale: “Cavagna rappresenta realmente l’ultima zona rurale nella fascia pedemontana. È visibile da tutta Lecco ed è un colpo d’occhio che dobbiamo preservare nel modo più assoluto, senza deturpare il paesaggio. Non mi riferisco alla costruzione di palazzi, ma a qualsiasi modifica dei terreni. durante la passeggiata di domenica scorsa, i rappresentanti delle associazioni ci hanno illustrato i motivi per cui dovremmo impegnarci tutti a tutelare questi territori. Cavagna è stata oggetto di iniziative popolari e del FAI – Luoghi del Cuore, sottoscritte anche dalla Giunta. La previsione del nuovo PGT potrebbe compromettere questa tutela, tanto che anche la maggioranza ha compreso che l’area verrebbe snaturata e ha deciso di emendare il testo. Le richieste dei privati devono rispettare le condizioni di acquisto: si tratta di un luogo intatto, rurale, con possibilità edificatoria estremamente limitata. Il precedente PGT aveva già tutelato questa zona, tanto che i luoghi non sono stati toccati. Se si approveranno le controdeduzioni previste, l’area non potrà essere più protetta. Alcuni sostengono che questi comparti dovrebbero essere destinati esclusivamente ad area agricola e non edificabile, perché solo così si garantirebbe il risultato che tutti desideriamo: che Cavagna resti intatta”.

La strategia della maggioranza e gli emendamenti tecnici

Il capogruppo del Partito Democratico Pietro Regazzoni ha illustrato l’emendamento della maggioranza: “Gli emendamenti presentati intervengono sul documento ‘PGT controdeduzioni private’ concentrandosi sull’area di Cavagna, con l’obiettivo di rafforzare la tutela paesaggistica e ambientale, chiarendo l’assetto pianificatorio senza modificare l’impianto generale del PGT. La maggioranza conferma gli ambiti ATM 9-12, escludendo nuove edificazioni nei prati e consentendo solo la delocalizzazione dei diritti edificatori con indice zero. Il percorso ha tenuto conto delle istanze dei cittadini, inclusa la raccolta firme che ha contribuito a far emergere il valore dell’area e a migliorare la proposta iniziale. E per questo ringraziamo davvero i promotori della petizione. La raccolta firme ha avuto un ruolo molto positivo: ha messo al centro non solo una delle poche aree verdi della città, ma anche il dibattito sul PGT, contribuendo a far comprendere alla cittadinanza le scelte che questo consiglio comunale stava per affrontare. Ci tengo a sottolineare che la maggioranza non ha cambiato idea semplicemente per la raccolta firme. Tuttavia, questo percorso ci ha permesso di fare un passo in avanti nell’ascolto delle istanze dei cittadini e di migliorare la proposta iniziale. Il risultato è un emendamento che non solo conferma la posizione della maggioranza, ma tiene conto delle sensibilità della cittadinanza che si è fatta sentire in maniera forte e chiara. Il risultato finale concilia la tutela ambientale con le aspettative dei proprietari dei terreni, dimostrando ascolto e responsabilità politica”.

Le divergenze e lo scontro politico in consiglio

Non sono mancate proposte alternative, come quella di Giambattista Caravia, che mirava ad accorpare gli ambiti ATM 9 e ATM 10: “L’obiettivo è garantire una maggiore tutela delle aree a verde a monte, particolarmente sensibili dal punto di vista paesistico. Con questa unificazione si riducono le quattro accessibilità previste attualmente, concentrando eventuali interventi edificatori vicino alla zona già costruita, in modo compatto e meno impattante”. Tale proposta non ha però trovato accoglimento.

Il dibattito ha registrato momenti di forte tensione. Paolo Galli, rappresentante di Ambientalmente, ha evidenziato l’impatto della petizione: “La petizione ci ha messo di fronte a ciò che è veramente importante: preservare un luogo senza altra edificazione. Cinquemila cittadini hanno risposto, indicando chiaramente che quel luogo non deve essere toccato. Lì non si deve costruire. Abbiamo cambiato idea come maggioranza e non ci trovo nulla di discutibile”.

Alberto Anghileri (Con la Sinistra Cambia Lecco) ha parlato di “una pagina positiva della politica: quando la politica ascolta i cittadini, tutti ne traggono beneficio, sia la maggioranza che l’opposizione. In questo caso, le osservazioni sono arrivate direttamente dai cittadini, non dai gruppi di minoranza. L’importanza di questa vicenda risiede nella difesa del bene comune: grazie ai cittadini, tutti noi abbiamo avuto occasione di riflettere. Purtroppo, la situazione è molto più critica rispetto a quella di Cavagna: Falghera rappresenta una sfida più grande e stiamo cercando di fermarla, nonostante le concessioni rilasciate 14 anni fa”.

Di parere opposto la Lega, con Cinzia Bettega, che ha commentato duramente il cambio di rotta della maggioranza: “Il risultato è stato raggiunto, ma con la massima sfrontatezza della maggioranza, che si è mossa solo perché siamo vicini alle elezioni. Si confermano veri specialisti della ‘tripla capriola all’indietro’ e delle giravolte politiche”.

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