Newslab
Ambiente

Se i carburanti a Como sono sempre più cari non avvicinatevi alla confine: diesel a 2,6 euro e verde a 2,26

Il costo del carburante in Svizzera continua a registrare un’impennata preoccupante, segnando nuovi e pesanti rincari alla pompa. La situazione del diesel, in particolare, si fa sempre più critica, con il carburante che ritocca ulteriormente i suoi record storici.

Stando agli ultimi rilevamenti effettuati dal TCS (Touring Club Svizzero), il prezzo del diesel è salito a una media di 2,46 franchi (2,6 euro al litro al litro. Il prezzo medio in Italia è di 2,33). Questo valore segna un ulteriore incremento di 5 centesimi rispetto alla fine della scorsa settimana, periodo in cui era già stato toccato un primato storico di 2,41 franchi — superando nettamente il precedente record di 2,40 franchi registrato nel 2022.

Parallelamente, l’aumento dei prezzi ha colpito anche la benzina, che ha visto lievitare le proprie tariffe: la senza piombo 95 ha raggiunto quota 2,14 franchi al litro (2,26 euro contro la media italiana di 2,15), registrando un rialzo di 4 centesimi, mentre per la versione 98 si pagano ora in media 2,25 franchi al litro, anch’essa con un rincaro di 4 centesimi.

I fattori alla base dei rincari e delle difficoltà di trasporto

Dietro a questi livelli di prezzo così elevati si celano molteplici fattori critici. La situazione internazionale dei mercati dei carburanti rimane estremamente tesa, a cui si sommano significativi problemi di logistica e trasporto interni alla Svizzera. In particolare, il perdurante livello basso delle acque del Reno continua a ostacolare la navigazione fluviale, rendendo molto più onerose e complesse le operazioni di importazione dei prodotti petroliferi nel Paese.

Migliora l’approvvigionamento: rientra l’emergenza scorte

Nonostante le tensioni sui prezzi, arrivano segnali positivi sul fronte dell’approvvigionamento nazionale. La situazione è infatti migliorata grazie alla riattivazione della raffineria di Cressier, nel canton Neuchâtel, tornata pienamente in funzione.

Come comunicato ufficialmente proprio oggi dalle autorità federali, la ripresa dell’impianto garantisce nuovamente i flussi regolari attraverso i canali ordinari di distribuzione. Di conseguenza, al momento non si rendono più necessari ulteriori prelievi dalle riserve e scorte obbligatorie della Confederazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA