Quattro persone colpite dalla febbre Chikungunya, e tutte risiedono tutte all’interno del medesimo quartiere. Secondo quanto dichiarato dal medico cantonale Giorgio Merlani in un’intervista all’agenzia Keystone-ATS, l’indagine epidemiologica apre a scenari ben definiti sulla catena di trasmissione del virus.
Nello specifico, l’analisi tecnica suggerisce che due dei pazienti contagiati potrebbero essere stati punti direttamente dallo stesso esemplare di zanzara tigre (Aedes albopictus). Per quanto riguarda gli altri due casi, l’ipotesi più probabile è che siano stati infettati da un insetto appartenente alla generazione successiva, ovvero una discendente della zanzara originaria.
Interventi di disinfestazione e misure sanitarie nel quartiere
In seguito alla conferma della presenza del virus nel sangue dei pazienti, le autorità sanitarie si sono attivate tempestivamente per arginare la diffusione del vettore e prevenire nuovi contagi nella zona coinvolta.
L’operazione è stata condotta in stretta collaborazione con la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI). L’intervento sul campo ha previsto l’irrorazione nell’aria di una specifica sostanza insetticida mirata all’abbattimento delle zanzare tigre adulte.
L’efficacia della lotta al vettore nel raggio di 100 metri
L’azione di contrasto intrapresa gode di ottime probabilità di successo strategico. Come sottolineato dal medico cantonale Giorgio Merlani, la biologia stessa dell’insetto favorisce l’efficacia di interventi circoscritti: nell’arco della propria vita, una zanzara tigre tende infatti a non spostarsi per un raggio superiore ai 100 metri dal proprio punto d’origine.
