Si chiude con una decisione storica del Consiglio nazionale il lungo iter parlamentare destinato a rivoluzionare la gestione burocratica dei giovani lavoratori transfrontalieri. Con una maggioranza di 132 voti favorevoli e 59 contrari, è stata approvata il provvedimento che estende ufficialmente la validità del permesso di lavoro G per coprire l’intera durata del tirocinio, eliminando l’obbligo di rinnovo annuale.
Addio alla burocrazia annuale: cosa cambia per i giovani
La riforma punta a ridurre drasticamente il carico amministrativo che grava su aziende e giovani in formazione. Fino ad oggi, gli apprendisti frontalieri – inclusi coloro che frequentano una scuola professionale di base – erano costretti a rinnovare il proprio titolo di soggiorno ogni dodici mesi. Una procedura definita dallo stesso Schmid come “farraginosa e anacronistica”.
Secondo la Legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI), i frontalieri UE/AELS con contratti superiori a un anno beneficiano normalmente di un permesso quinquennale. Con la nuova normativa, il trattamento degli apprendisti viene finalmente equiparato: il permesso G sarà rilasciato per l’intera durata dell’apprendistato, che a seconda del percorso può variare da due a quattro anni.
L’impatto in Ticino: numeri e settori chiave
La riforma avrà ricadute immediate e profonde soprattutto nel Canton Ticino, dove la presenza di lavoratori in formazione provenienti dall’Italia è strutturale. I dati cantonali evidenziano un quadro chiaro:
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Su un totale di circa 9.000 apprendisti, circa 700 sono frontalieri (8%).
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In alcuni centri l’incidenza è ben superiore: alla SPAI (Scuola professionale artigianale e industriale) di Mendrisio, i frontalieri rappresentano il 33% degli iscritti (270 allievi su 810).