Un lombardo su due ha paura di non mantenere lo stesso tenore di vita nei prossimi 12 mesi: ecco perchè
Pensando ai prossimi dodici mesi, quanto ti senti sicuro di riuscire a mantenere inalterato il tenore di vita attuale della tua famiglia? È questo l’interrogativo cruciale al quale circa 19.000 cittadini lombardi hanno risposto con evidente apprensione. L’indagine, che fotografa un clima di diffusa incertezza economica, evidenzia che il 50% degli intervistati si sente poco sicuro, mentre ben il 32% dichiara di non sentirsi per nulla sicuro di poter preservare la propria stabilità finanziaria nel prossimo futuro.
I dati del questionario “Il futuro è una scelta”
Le percentuali allarmanti emergono dall’analisi di oltre 23.000 risposte complessive raccolte nell’ambito del questionario digitale “Il futuro è una scelta”, un’iniziativa promossa nelle scorse settimane da CGIL Lombardia per mappare i bisogni reali del territorio.
La percezione fortemente negativa del futuro affonda le proprie radici in un presente già segnato da forti difficoltà. Rispetto ai dodici mesi precedenti, infatti, l’85% degli intervistati afferma che la situazione economica del proprio nucleo familiare è peggiorata. Nello specifico, il 51% descrive questa flessione con la formula “in parte”, mentre un rilevante 29% registra un peggioramento contrassegnato dal giudizio “molto”.
Carovita e spese essenziali: cosa pesa di più sui bilanci familiari
Alla base di questa flessione economica vi è il peso insostenibile delle spese primarie. Secondo i dati emersi dal sondaggio regionale, a incidere maggiormente sui bilanci delle famiglie lombarde sono:
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I costi della spesa alimentare, indicati dal 71% del campione.
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Il caro-bollette per le utenze domestiche, segnalato dal 69%.
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Il costo in costante crescita di carburante e trasporti, menzionato dal 55%.
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Le spese sanitarie, che pesano sul bilancio del 34% degli intervistati.
Le ragioni dello sciopero generale del 20 novembre
L’insicurezza economica trova la sua genesi in emergenze concrete che richiedono risposte immediate. È mossa da questa urgenza che CGIL Lombardia ha proclamato lo sciopero generale per il prossimo 20 novembre. La confederazione regionale ha inteso riempire questo importante strumento di lotta sindacale di istanze reali, nate direttamente dall’ascolto capillare del territorio.
“Siamo convinti che lo sciopero rappresenti un efficace moltiplicatore delle energie personali e che sia la spinta giusta per arrivare a rendere evidenti le reali priorità a chi ha responsabilità pubblica di prendere decisioni politiche” dichiara Valentina Cappelletti, Segretaria Generale di CGIL Lombardia. “Se esiste un modo per far concentrare l’attenzione su salari, costo della vita, pensioni, fisco e sanità è proprio agire insieme, mettendo a disposizione della collettività il costo di otto ore della propria retribuzione”.
