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Como, addio alla bancarella che ha fatto la storia del mercato sotto le mura: “Ringraziamo tutti i clienti, svendita totale”

C’è un cartello che in queste settimane ha fatto rallentare il passo a molti frequentatori del mercato lungo le mura di Como. È appeso su uno dei furgoni più riconoscibili della zona, proprio accanto al semaforo dell’attraversamento verso piazza Vittoria. Poche parole, semplici ma pesanti per chi è abituato a passare di lì da anni: “Svendita totale per chiusura attività – 14 marzo. Ringraziamo tutti i clienti”.

È il banco di Ulisse, uno dei venditori più storici e iconici del mercato cittadino, un furgone che, per generazioni di comaschi, non è stato soltanto un posto dove comprare oggetti di casa. È stato un punto di riferimento, una piccola istituzione popolare incastonata nel rito settimanale del mercato. Chi passava da quelle parti sapeva che lì avrebbe trovato zerbini, tovaglie, canovacci, tappeti, e spesso anche qualcosa in più: una battuta, un sorriso, un cartello ironico capace di strappare una risata tra una spesa e l’altra. I cartelli, appunto, erano diventati quasi un marchio di fabbrica. Frasi divertenti, giochi di parole, piccoli slogan scritti a mano che attiravano l’attenzione e rendevano quel furgone diverso dagli altri. Non solo un banco di vendita, ma una presenza familiare dentro il grande mosaico del mercato.

Nel tempo praticamente tutti, a Como e non solo, hanno comprato qualcosa da Ulisse. Uno zerbino per la porta di casa, una tovaglia per la cucina, un canovaccio preso al volo passando tra le bancarelle. Oggetti semplici, quotidiani, che però finiscono per intrecciarsi con la vita delle persone e con la memoria di una città.

Per questo il cartello comparso in questi giorni ha un sapore particolare. Non è soltanto la chiusura di un’attività commerciale. È la fine di una piccola tradizione, di una presenza che per anni ha fatto parte del paesaggio umano del mercato lungo le mura.
Il 14 marzo il furgone di Ulisse abbasserà definitivamente la serranda. Fino ad allora resterà la svendita, poi quel punto, accanto al semaforo verso piazza Vittoria, non sarà più lo stesso. E il mercato di Como perderà uno dei suoi volti più riconoscibili, uno di quei dettagli che, messi insieme, fanno l’identità di una città.

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