Un fiume di genitori, nonni ma anche semplici cittadini ha attraversato stamattina il lungolago e il centro città per protestare contro la politica di chiusura al dialogo dell’amministrazione Rapinese e chiedere più attenzione alle famiglie e ai loro bisogni.

Questa è stata la manifestazione #OraBasta promossa dal comitato Como a misura di famiglia che ha preso il via, non casualmente, da piazzale Somaini, a due passi dalla primaria Corridoni per la quale è in corso un lungo braccio di ferro tra genitori e insegnanti da un lato e amministrazione comunale dall’altro, che ha radunato centinaia di partecipanti che hanno pacificamente fatto sentire nuovamente la propria voce chiedendo di essere tenuti in considerazione e ascoltati in quanto cittadini che hanno bisogno di servizi dedicati anche ai più piccoli per poter continuare a vivere in città.
Partito dall’hangar, il lungo corteo è arrivato a mezzogiorno in piazza Perretta tra striscioni, cartelli, tamburi e lo slogan “Ora basta, siamo stanchi, vogliamo scuole, nidi e parchi”.
Qui, dai gradini dell’ex Banca d’Italia ha preso la parola Francesco Rizzi, consigliere del comitato, che ha ricordato i tanti ricorsi portati avanti in prima persona dai genitori contro la chiusura di diverse scuole cittadine volute dall’amministrazione Rapinese nell’ambito del Piano di Riorganizzazione della Rete Scolastica: “Molte volte sui giornali è uscita la frase ‘Il ricorso fatto dal comitato Como a misura di Famiglia. E’ una frase imprecisa perché il comitato al massimo ha sostenuto le famiglie che si sono impegnate per questo – ha detto tra gli applausi – e facendo quattro calcoli con tutti i ricorsi che le famiglie hanno dovuto sostenere siamo intorno ai 100mila euro con cui avremmo voluto volentieri fare qualcosa di diverso per le nostre famiglie e la nostra comunità. In più dovete immaginare la quantità di ore, di notti, di pianti dei bambini, di preoccupazioni, di emozioni che con le maestre sono state vissute, e molto spesso anche molto negative. Alle famiglie ricorrenti va il nostro grazie, le famiglie ricorrenti del nido Magnolia 1 e del Nido Magnolia 2 (il riferimento è ai due diversi ricorsi per cercare di tenere aperto il nido di via Passeri, poi chiuso Ndr), via Perti, Carluccio, Corridoni, Salita Cappuccini, Ponte Chiasso. Allora forse capite perché, nonostante abbiamo sempre tenuto un linguaggio, un’educazione, una tranquillità abbiamo voluto dare alla giornata di oggi un titolo un po’ forte che è stato proprio ‘Ora basta’”.

E’ stato poi il turno di Umberto Fumarola, presidente del comitato, che ha elencato sei tematiche considerati imprescindibili in vista delle future elezioni amministrative del 2027: “Come comitato vorremmo intervenire con le nostre idee e aggregare tutto lo sforzo che è stato fatto, oltre ai ricorsi. Vorremmo improntare la nostra battaglia su sei aree tematiche che dovranno essere oggetto del prossimo confronto politico in questa città”, sono state le sue parole prima di elencare i punti ritenuti fondamentali dalle famiglie ovvero:
- Difendere e rilanciare le scuole di quartiere
“Sarebbe importante avere un tavolo di confronto permanente, unico, tra Comune e famiglie in modo tale da far sentire la nostra voce in maniera istituzionale. Pensare anche a delle scuole aperte, che non siano solo luoghi di lezione ma un edificio di tutta la città”.

- Restituire i quartieri ai bambini
“Manutenzione programmata dei parchi, sostituzione immediata dei giochi danneggiati, nuovi giochi inclusivi per tutti, bagni pubblici, fontanelle che possono sembrare una sciocchezza, ma anche per il turismo è un problema”.
- Rendere Como una città sicura da percorrere
“Sto pensando a percorsi casa-scuola protetti, l’ampliamento dei pedibus”.
- Sostenere le famiglie
“Dobbiamo rivedere le rette dei nidi comunali, pensare a più posti pubblici nelle scuole dell’infanzia che sono stati ora quasi del tutto annichiliti dalla politica attuale di questa Giunta, un’estensione dei centri estivi comunali, il potenziamento del doposcuola, agevolazioni per le famiglie numerose e monoparentali”.
- Patto con i giovani
“Como con questi limiti e questi costi diventa sempre una città meno amica dei giovani e delle famiglie, serve appunto aprire una nuova stagione di partecipazione perché le decisioni non devono essere calate dall’alto, ma partecipate”.
- Il futuro di Como
“Guardiamo al futuro di Como con speranza e partecipazione, perché una grande Como non può fare a meno dei suoi abitanti, perché una città a misura di famiglia è una città migliore per tutti”.

