Con il passare dei giorni si avvicina la stagione fredda e inevitabilmente torna d’attualità l’emergenza di quanti vivono per strada e di cosa si può fare per aiutarli.
Proprio in tale ottica si inserisce l’intervento dei Giovani Democratici di Como. Ecco la riflessione:
Avere un letto in cui dormire e un tetto sopra la testa è qualcosa che spesso diamo per scontato. Eppure, per tante persone, trovare un posto in cui trascorrere la notte o semplicemente potersi fare una doccia è una preoccupazione quotidiana. Una preoccupazione che non scompare con la fine dell’inverno.
Come Giovani Democratici di Como crediamo che non si possa affrontare il problema delle persone senza dimora limitandosi ad allontanarle dai luoghi in cui trovano riparo. Spostare le persone da una strada a un’altra significa soltanto spostare i problemi altrove, spesso allontanarli dagli occhi della società.
Il Piano Freddo e i servizi di accoglienza invernale sono importanti, ma non bastano. A Como chi vive in strada ha bisogno di un posto in cui andare anche a maggio, a luglio o a settembre. Ma soprattutto, il freddo è iniziato già da settimane; non possiamo aspettare dicembre per attivare la solita emergenza freddo: nelle ultime settimane abbiamo già registrato numerose notti con temperature inferiori ai 5 gradi, spesso accompagnate da pioggia e umidità.
Como ha bisogno di un dormitorio permanente. E ne ha bisogno urgentemente.
Immaginiamo una struttura che possa diventare un punto di riferimento per le persone in difficoltà. Un luogo in cui trovare un letto, servizi igienici e una doccia, ma anche qualcuno disposto ad ascoltare e aiutare.
Per questo riteniamo fondamentale che il servizio preveda la presenza di operatori qualificati e volontari, capaci di accompagnare le persone e aiutarle a orientarsi tra i servizi sociali e sanitari, individuando insieme possibili percorsi per uscire dalla situazione di difficoltà in cui si trovano. Un dormitorio, quindi, che non si limiti a rispondere al bisogno immediato, ma che offra anche un sostegno per ricominciare.
Non possiamo ricordarci delle persone senza dimora soltanto quando arriva il freddo, così come non possiamo considerare risolto il problema quando vengono allontanate da una piazza o da un portico. Dietro ogni persona che vive in strada c’è una storia diversa, che merita attenzione e rispetto.
Occorre avviare un percorso insieme alle associazioni, alle realtà del terzo settore e a chi già opera sul territorio, per costruire un servizio di accoglienza stabile, capace di garantire continuità durante tutto l’anno e di non lasciare sole le persone in difficoltà.
Avere un posto in cui dormire, potersi lavare e mangiare un pasto caldo dev’essere un servizio garantito. Anche questo è creare una città che si prende cura di tutte le persone che la abitano.
Crediamo che Como debba saper guardare anche a chi resta ai margini, senza voltarsi dall’altra parte. E su questo vogliamo fare di più, vogliamo fare meglio.
Anna Tagliabue
Alessandro Rossi
