È un giallo la convocazione di due possibili manifestazioni studentesche, e forse non solo studentesche, per il prossimo sabato 24 ottobre a Como. Tra pagine e profili social, oltre che su specifici gruppi whatsapp, sarebbe in corso l’organizzazione di due eventi distinti.
Un primo di natura esplicitamente studentesca, con tutti i permessi in regola e con fini totalmente pacifici (come nella foto d’archivio in copertina), per protestare contro i vari problemi che affliggono le scuole in città e in provincia. Un secondo, invece, sarebbe qualcosa con obiettivi molto più simili ai terrificanti vandalismi a cui si è già assistito soprattutto a Milano in queste ore, con gruppi di vandali e teppisti che hanno devastato vetrine, auto e negozi, e nulla hanno a che vedere con le pacifiche rivendicazioni in piazze e cortei.
Dai (pochissimi) messaggi che si è riusciti a visionare, nel caso dell’evento più a rischio per la sicurezza, si parlerebbe di una manifestazione “che in realtà è una guerra civile perché vogliono spaccare tutto…vogliono fare la stessa fine di Milano”.

Al momento, pochi i riscontri o gli elementi ufficiali disponibili ma certamente nelle prossime ore se ne saprà di più. Va però tenuto presente un fato fondamentale: sempre sabato 24 ottobre il Como giocherà in casa, allo stadio Sinigaglia, alle 15 contro il Sassuolo. Evento che già richiede ovviamente un ampio dispiegamento di forze dell’ordine, dunque, sembra difficile che possano convivere più appuntamenti simili nel volgere di poche ore (se non addirittura in sovrapposizione).
La nota di Fiamma Tricolore e l’allerta disordini
Va però sottolineato che nelle ore scorse, nelle redazioni, è già arrivato un comunicato del segretario regionale della Fiamma Tricolore, Marco Dalle, che accenna esplicitamente alla possibile manifestazione a rischio di sabato 24 ottobre a Como.
“Dopo quanto sta accadendo a Milano e in diverse città europee – si legge – anche Como si prepara a una manifestazione studentesca prevista per il prossimo 24 ottobre, sulla quale si teme possano verificarsi nuovi disordini. Vorrei rivolgermi direttamente agli studenti e a tutti i giovani che prenderanno parte all’iniziativa, ricordando loro che manifestare è un diritto fondamentale, ma che tale diritto non deve mai diventare un pretesto per distruggere, saccheggiare o danneggiare ciò che le persone hanno costruito con anni di sacrifici e lavoro. Manifestare è legittimo, distruggere è inaccettabile. Dietro ogni attività commerciale, ogni vetrina e ogni bene danneggiato ci sono persone, famiglie e lavoratori che meritano rispetto”.
Segue poi un invito: “Portate con voi il Tricolore, simbolo della nostra identità e della nostra appartenenza nazionale. In un momento in cui si discute del futuro del nostro Paese, ritengo fondamentale che le nuove generazioni rimettano al centro l’Italia, i suoi cittadini, le loro difficoltà e le loro legittime aspirazioni. La solidarietà verso le popolazioni di altri Paesi non deve tradursi nell’indifferenza verso i problemi che viviamo quotidianamente in casa nostra”.
