Due giorni fa, era il 27 settembre, davamo conto di una serie di novità sul fronte politico-amministrativo: Como, la maggioranza dice sì ai due autosili al posto delle scuole e ai privati nella storica Canottieri Lario.
E sul fronte Canottieri oggi interviene con una nota il presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Stefano Molinari:
Da ex assessore allo Sport conosco bene la Canottieri Lario. Ho avuto modo di lavorare a lungo con Enzo Molteni, che ne è stato presidente per 24 anni, e ho conosciuto direttamente il valore di una società che non è soltanto una pagina importante della storia sportiva di Como, ma una realtà viva, capace ancora oggi di investire sui giovani, sull’attività agonistica e sull’inclusione attraverso lo sport.
Per questo considero sbagliata e preoccupante la decisione dell’Amministrazione Rapinese di inserire la sede della Canottieri Lario nell’elenco degli immobili sui quali potranno essere presentate proposte di partenariato pubblico-privato.Il sindaco dice che si tratta soltanto di un’opportunità e non di un obbligo. Ma se è davvero così, allora perché non togliere la Canottieri dall’elenco e lasciare alla società, ai suoi soci e ai suoi dirigenti la libertà di progettare il proprio futuro?
La Lario ha 135 anni di storia, una sede che dal 1931 è legata alla società e una funzione sportiva e sociale che non può essere ridotta alla semplice valorizzazione di un immobile. Oggi svolge attività con i giovani e con atleti con disabilità attraverso il para-rowing: questa è una realtà che il Comune dovrebbe tutelare e sostenere, non esporre alla possibilità di interventi di soggetti privati estranei alla sua storia.
Non sono contrario al partenariato pubblico-privato quando serve realmente a realizzare un interesse pubblico. Ma qui faccio fatica a capire quale interesse pubblico richieda di aprire ai privati una struttura che una funzione pubblica, sportiva e sociale la svolge già.
Lo dico anche per una ragione personale: conosco quella società, conosco le persone che ci hanno lavorato e so quanto valore rappresenti per Como.
Per questo rivolgo al sindaco una richiesta molto semplice: tolga la Canottieri Lario dall’elenco dei possibili partenariati e garantisca che il Comune lavori con la società, non sopra la società, per costruirne il futuro.La Lario non è un immobile da valorizzare. È patrimonio sportivo, sociale e umano della nostra città. E non possiamo correre il rischio che, dietro la parola “opportunità”, si apra la strada alla cancellazione della sua identità.
Stefano Molinari
Presidente provinciale
Fratelli d’Italia Como
Poi l’intervento del consigliere regionale e coordinatore provinciale di Forza Italia, Sergio Gaddi:
Subito dopo la scuola Corridoni la nuova aggressione della giunta Rapinese colpisce la Canottieri, e lo fa con il consueto tono minaccioso, che lascia aperta la solita domanda: qual è l’interesse pubblico di questa scelta? Quali motivazioni di natura collettiva portano a una grave ingerenza verso l’autonomia centenaria della storica società che è patrimonio identitario e sportivo della città? Come giustamente dicono il presidente Salvagni e il presidente Molteni, la Canottieri ha sempre rispettato l’edificio nel modo più corretto.
Oltretutto la concessione scade tra 3 anni. Perché questa fretta di far entrare i privati? Oramai troppe decisioni di questa amministrazione autorizzano a credere che siamo di fronte a un pericoloso piano di svendita dei gioielli di famiglia di Como, che una volta passati di mano non torneranno mai più nella disponibilità pubblica dei cittadini. Ovviamente speriamo di sbagliarci, ma allora il Sindaco chiarisca. È questo l’interesse pubblico?
