Per oltre vent’anni hanno gestito un fiorente e capillare traffico di cocaina nel Comasco, arrivando a vendere migliaia di dosi anche nei pressi delle scuole elementari. A mettere fine agli affari di una famiglia d’origine marocchina sono stati i finanzieri del Gruppo di Ponte Chiasso, coordinati dalla Procura di Como e supportati dagli specialisti della Guardia di Finanza.
Il blitz, scattato dopo un anno di indagini dettagliate, ha portato all’arresto dei componenti della banda: custodia cautelare in carcere per due fratelli e arresti domiciliari per un terzo.
La concessionaria di auto usate come “copertura” e supporto logistico
Al centro dell’organizzazione c’era una ditta individuale di Senna Comasco, specializzata nella vendita di auto usate e intestata a uno dei fratelli. L’autosalone non era solo una facciata, ma forniva un supporto logistico fondamentale per lo spaccio:
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Un parco auto di 50 veicoli: Le vetture venivano impiegate a turno per le consegne a domicilio.
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Targhe prova per sfuggire ai controlli: Venivano usate sulle auto per rendere difficilmente tracciabili i passaggi sotto i varchi e i sistemi di videosorveglianza della provincia.
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Nascondigli strategici: La droga veniva nascosta in punti insospettabili delle auto parcheggiate nel piazzale, come il bocchettone del carburante, pronti per essere prelevati prima delle consegne.

I pusher operavano a qualsiasi ora del giorno nei comuni di Como, Capiago Intimiano, Montorfano e Lipomo, arrivando persino a indossare tute da meccanico per mimetizzarsi nel contesto lavorativo e non destare sospetti.
Documenti rubati ai clienti per attivare SIM anonime
Per comunicare in totale anonimato con i clienti senza essere scoperti, il titolare della concessionaria aveva ideato un sistema spregiudicato: rubava le identità dei propri clienti.
Quando i cittadini si presentavano in autosalone per acquistare un’auto usata, fornivano la fotocopia dei propri documenti per le pratiche di passaggio di proprietà. Il titolare, a loro insaputa, utilizzava poi quelle stesse carte d’identità per attivare schede telefoniche “dedicate” unicamente al traffico di droga presso un negozio di Como. Per questo motivo, nei suoi confronti è scattata anche l’accusa di sostituzione di persona.
Spaccio davanti alle scuole e guadagni da capogiro
A destare particolare allarme sociale sono state le modalità con cui veniva distribuita la sostanza stupefacente. A Capiago Intimiano, ad esempio, i finanzieri hanno accertato che gli appuntamenti per la consegna delle dosi venivano fissati direttamente nei parcheggi adiacenti alla Scuola Primaria “Giuseppe Verdi”.
I numeri dell’attività criminale emersi tra febbraio e giugno 2025 testimoniano un giro d’affari imponente:
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Oltre 3.000 dosi di cocaina vendute in soli cinque mesi;
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Oltre 120.000 euro di incasso stimato;
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Media di vendita di 1 grammo (pari a due dosi) per ogni cliente.
Blitz all’alba con elicottero, cani antidroga e “cash dog”

Le indagini – condotte con intercettazioni, pedinamenti, telecamere nascoste e tracciamenti GPS – si sono concluse con le perquisizioni a Como, Capiago Intimiano e Senna Comasco.
All’operazione hanno preso parte le unità cinofile antidroga (con i cani Aran, Leon e Anima), il “cash dog” Jupiter addestrato per fiutare le banconote nascoste, i baschi verdi dell’Anti Terrorismo – Pronto Impiego (A.T.P.I.) e un elicottero del Reparto Aeronavale della Guardia di Finanza.
