La rivoluzione dei parcheggi realizzata in città e diventata realtà solo da poche settimane, continua a riservare sorprese e non è ancora stata ben digerita da diversi cittadini. C’è infatti un piccolo angolo di Como – distante dal centro e dalle tariffe Vulcano – che da sempre è riserva di caccia per chi si avventura alla ricerca di un posto auto. Siamo in via Borgovico al numero 163. Qui c’è un piccolo parcheggio che ha subito, da un giorno con l’altro, una repentina trasformazione.
Tutto sicuramente lecito e conforme a quanto previsto nel nuovo piano della sosta ma che ha lasciato stupefatti residenti e quanti in zona lavorano.

A raccontare quanto sta accadendo in via Borgovico 163, proprio di fronte all’ingresso dell’amministrazione Provinciale, è il notissimo fotografo comasco Carlo Pozzoni che in quella zona lavora e che si fa portavoce di un malcontento generalizzato.

Proprio in quel punto di Como, infatti, in uno spiazzo che si apre a ridosso di alcune attività commerciali, di uffici e dove si trovano alcune abitazioni sono presenti, da tempo, alcuni posti blu. Dalla superficie, attraverso una rampa, si scende poi in quello che “è una sorta di spazio per dei box sotterranei. Qui erano presenti 28 posti gialli riservati ai residenti e un ulteriore slargo libero dove si potevano lasciare in sosta alcune vetture”.
Questo l’antefatto che però lascia spazio a un mutamento avvenuto in pochissime ore che ha portato a una radicale trasformazione. “In brevissimo tempo, ce ne siamo accorti arrivando un giorno per parcheggiare come facevamo di solito, tutto è stato modificato. Sono stati collocati paletti per terra così da limitare l’area e dei 28 posti gialli ne sono rimasti solo 9”, lo sfogo di Pozzoni.

“Ora, capisco che con ogni probabilità anche questa zona, e non solo quelle centrali, sia finita nella complessa riorganizzazione della sosta cittadina ma almeno informare i residenti – racconta Pozzoni – posizionare dei cartelli. Nulla invece, ma solo il lavoro fatto e finito. Intervento che inoltre sta creando molti disagi a chi deve necessariamente andare alla ricerca di un posto nei dintorni. Anche perché i posti blu a pagamento qui presenti sono veramente pochi”.

Ancora discussioni, dunque, sulla rivoluzione della sosta che ha trasformato posti gialli e bianchi in blu, alzato le tariffe – in certi punti della città fino a cifre esorbitanti – con cittadini spesso venuti a conoscenza dei drastici cambiamenti solo dopo essere andati a prendere la macchina parcheggiata. C’è inoltre anche chi – e si tratta dell’Associazione civica utenti della strada – ha paventato, per voce del presidente Mario Lavatelli, un ricorso al Tar.
Nel frattempo, in via Borgovico 163 è anche comparso un cartello significativo – forse affisso da un residente rimasto “vittima” del cambiamento repentino – che avvisa gli altri utilizzatori dell’area di sosta di come eventuali “veicoli rimossi sono recuperabili in un deposito di Fino Mornasco”.
“Insomma, ci chiediamo il perché di questa rivoluzione che non contestiamo a priori ma di cui vorremmo magari capire il senso, se ne esiste uno – conclude Pozzoni – Esiste un progetto da parte del Comune su questi spazi? O è solo un’azione punitiva?”.
L’articolo che hai appena letto è uscito su ComoZero periodico in distribuzione dal 13 febbraio scorso:
