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Attualità, Economia

Como, la storica acquisizione dell’azienda tessile di alta gamma: “Al tavolo sindacale arrivati alla migliore soluzione possibile”

Ieri la novità: Tessile comasco di alta gamma, dalla crisi dell’azienda storica all’acquisizione: il lusso salva 50 posti di lavoro. In questo senso oggi intervengono Cgil, Cisl e Uil con una nota unitaria:

Le Organizzazioni Sindacali, in un percorso unitario, hanno seguito con responsabilità e continuità la complessa procedura che ha interessato Canepa S.p.A., storica realtà del territorio comasco, e che ha portato alla cessazione dell’azienda e, contestualmente, la nascita della nuova società Canepa 1966, con l’assorbimento di 50 lavoratrici e lavoratori sui 150 complessivamente coinvolti nello stabilimento di San Fermo della Battaglia.

Si è trattato di un confronto lungo, faticoso e per molti aspetti doloroso. La chiusura di un’impresa simbolo del distretto non può lasciare indifferenti. Tuttavia, dentro uno scenario industriale e finanziario fortemente compromesso, il tavolo sindacale ha lavorato per costruire la migliore soluzione concretamente possibile, con l’obiettivo di salvaguardare il lavoro, la dignità delle persone e la tenuta sociale. Questo risultato, forse passato quasi in sordina sul territorio, è il frutto di un impegno quotidiano che ha visto le Organizzazioni Sindacali confrontarsi costantemente con i rappresentanti di Canepa S.p.A., la nuova compagine imprenditoriale, Confindustria e le lavoratrici e i lavoratori, mantenendo sempre al centro la tutela delle persone.

Il negoziato non è stato semplice: si è dovuto tenere insieme sostenibilità tecnico-organizzativa della nuova realtà e gestione delle numerose criticità sociali. In particolare, l’accordo ha posto al centro alcuni principi per noi fondamentali:

  • volontarietà delle scelte individuali

  • attenzione alle situazioni di fragilità

  • tutela dei nuclei monoreddito

  • criteri trasparenti nei percorsi di uscita e di continuità occupazionale

Non si è lavorato soltanto su incentivi economici collegati alla non opposizione al licenziamento, ma anche su strumenti di politica attiva: percorsi di outplacement, accompagnamento alla ricollocazione e coinvolgimento di professionisti specializzati per favorire nuove opportunità lavorative. In contesti di crisi non esistono soluzioni perfette, ma esiste il dovere di costruire soluzioni giuste e sostenibili, riducendo al massimo l’impatto sulle lavoratrici e sui lavoratori. Continueremo a monitorare l’evoluzione della nuova realtà aziendale e a seguire, una per una, le situazioni di chi oggi affronta una transizione occupazionale, affinché nessuno venga lasciato solo.

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