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Como, mazzata per il Comune sullo storico nido di quartiere. Ats Insubria: “Non possiede i requisiti minimi”

Dell’asilo nido Coccinella di via Bellinzona a Monte Olimpino raccontavamo giusto nei giorni scorsi a causa di un inciampo amministrativo che ha bloccato la gara per la privatizzazione, ne parlavamo qui:  “Errore e possibile violazione della segretezza delle offerte”.

Oggi però la notizia è decisamente più pesante ed è contenuta in un documento di cui siamo venuti in possesso nelle ultime ore. Si tratta di una missiva di Ats Insubria indirizzata al Comune di Como, all’ufficio di Piano di Como e, ovvio, al Coccinella (la trovate originale sotto).

L’oggetto? Il “verbale documentale conclusivo” del 13 marzo 2025 che fa seguito a un un sopralluogo effettuato il 21 novembre 2024. In pochissime righe Ats spiega che l’Udo, cioè l’Unità di offerta Sociale, vale a dire il Nido Coccinella “non risulta in possesso dei requisiti minimi di esercizio previsti dalla DGR n° 29292/2020“. Il riferimento è al documento con cui Regione Lombardia, protocollo del 22 dicembre 2020, ha  “inteso aggiornare i requisiti di esercizio degli asili Nido“. La delibera regionale di cinque anni fa è questa:

NotaRegione-PrimeIndicazioniDGR2929.2020_784_3777

Cosa accadrà ora? Difficile dirlo ma la situazione non è certo semplice. A quanto ci risulta, stando a non poche segnalazioni giunte in redazione, le famiglie che in questi giorni hanno tentato di iscrivere i figli nella struttura di via Bellinzona 76 non sarebbero riuscite a proseguire con l’iter.

Alcune hanno chiamato il Comune e di risposta si sarebbero sentite dire che “ci sono problemi”. In parallelo resta anche la prima questione, cioè la gara da rifare per la “possibile violazione della segretezza delle offerte” di cui  si diceva sopra. Ma ecco dunque il documento ufficiale di Ats (tap o click sull’immagine per ingrandirla):

Insomma, dopo le vicende di questi mesi, le privatizzazioni e le chiusure annunciate, le proteste e i comitati vi è una sola certezza: sono anni duri per i nidi cittadini. Si pensi solo alla recente denuncia con foto da via Zezio inviata a questo giornale: “Como, il giardino di questo nido è pericoloso: inaccettabile che i bimbi giochino in un ambiente così trascurato”.

O alle proteste per l’addio all’erba: “Tappetone artificiale al posto del prato naturale in 3 nidi di Como. E’ la scelta giusta per i nostri bambini?”. E poi c’è l’appuntamento del 27 maggio con le udienze fissate sia per chiusura della materna di via Volta (qui i dettagli) sia, altro tema ma certo non dissimile anzi, per le elementari di via Perti (qui i dettagli). Per quanto riguarda la decisione del sindaco di Como Alessandro Rapinese di aprire i nidi ai privati qui trovate i documenti e l’approfondimento.

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