Come noto tra le varie rivoluzioni della sosta in corso da mesi in città c’è stata anche quella di piazza Volta (conosciuta informalmente anche come Jasca nel pezzo all’ingresso da via Rubini), diventata un grande parcheggio bianco per le moto (qui i dettagli). Ovviamente c’è stato un tempo di metabolizzazione del provvedimento e comunque, di tanto in tanto, scattano le multe per gli automobilisti che occupano gli stalli per le due ruote. Ma oggi riportiamo una testimonianza diversa che peraltro risale a stamattina, 30 marzo. Arriva da Silvana Pinerolo de Septis (cittadina e attivista di Forza Italia), spiega: “Sanzioni in Piazza Volta , episodio grave e inaccettabile”. E poi racconta:
Nella giornata odierna si è verificato un episodio estremamente grave in Piazza Volta, che solleva forti dubbi non solo sulla correttezza delle sanzioni elevate, ma anche sul criterio e sul buon senso con cui vengono applicate.
Entrata in Piazza Volta con l’unico intento di accedere all’autosilo, una volta raggiunto l’ingresso e non volendo proseguire dopo aver visto le tariffe esposte carissime, ho effettuato una manovra necessaria e inevitabile per uscire dalla zona. Nonostante l’assenza totale di alternative e senza aver creato alcun pericolo o intralcio, sono stata fermata e sanzionata dagli agenti della Polizia Locale.

Ancora più grave è quanto accaduto immediatamente prima: un altro automobilista è stato multato per aver fatto esattamente la stessa cosa, ovvero invertire la marcia dopo aver trovato l’autosilo pieno (segnalato in rosso). Di fatto, cittadini che si trovano davanti a un accesso non utilizzabile vengono comunque puniti per il solo fatto di non poter proseguire.
Siamo di fronte a una situazione paradossale e inaccettabile: si entra per parcheggiare, non si può parcheggiare, si tenta di uscire… e si viene multati. Una dinamica che appare più orientata a fare cassa che a garantire ordine, sicurezza o rispetto reale delle regole.

Un simile comportamento mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e alimenta un senso diffuso di ingiustizia. È lecito chiedersi quale sia l’alternativa: restare bloccati? Violare ulteriormente le regole? O subire passivamente sanzioni senza alcuna logica?
Se questo è il modo in cui si gestisce la mobilità urbana, allora siamo di fronte a un problema serio che merita immediata attenzione pubblica. Non si tratta di un caso isolato, ma di un segnale preoccupante di un sistema che rischia di allontanarsi completamente dal buon senso.
Si chiede che gli organi di stampa diano visibilità a quanto accaduto, affinché venga fatta piena luce su queste modalità operative e vengano assunte responsabilità chiare. Perché quando il cittadino viene penalizzato senza motivo, non è solo una multa: è un abuso che non può e non deve passare sotto silenzio.