In un nuovo editoriale, sul periodico della parrocchia di Camerlata e Rebbio, Il Focolare, don Giusto della Valle parla del fenomeno delle baby-gang “formatesi anche nel nostro quartiere una decina di anni or sono”. E aggiunge: “Conosciamo anche quei giovani chiamati “maranza”. Provengono da famiglie disagiate? Disturbano? Delinquono?”. Così ricordando San Giovanni Bosco (don Bosco) offre una riflessione: “San Giovanni Bosco insegna che l’approccio giusto è quello educativo e non repressivo. La mia proposta è semplice: sostituiamo le forze dell’esercito che circolano per la città di Como con educatori di strada che sanno stare con i giovani e sanno orientarli”.
Ecco l’editoriale del sacerdote (qui l’originale):
Crescere insieme, nell’educare
Esperienze diverse, già realizzate o in progetto, a favore dei più giovani.
Oratorio, luogo di crescita delle fedi
Da anni nell’Oratorio di Rebbio ed ora anche a Camerlata comunità di fedi diverse (buddisti, mussulmani, induisti, cristiani di differenti chiese…) cercano di crescere insieme. La comunità buddista dello Sri-Lanka è nata nel nostro Oratorio di Rebbio a partire dalla scuola di lingua – nel 2011 – la domenica mattina, poi finalmente è arrivato il monaco e dopo circa otto anni di presenza in Oratorio la comunità ha acquistato una casa sulla strada che da Albate va verso Senna. Nella casa ora abita in modo stabile il monaco Ognana ed è stato adibito un tempio buddista vero e proprio. Siamo cresciuti insieme. I giovani senegalesi “TUBA” da anni si ritrovano la domenica pomeriggio dalle 13 alle 19 per la scuola coranica: tanti giovani. Prima solo maschi, ora anche le ragazze. Anche con questo gruppo di giovani cerchiamo di crescere insieme.
Da un anno circa la comunità libanese sciita ha ripreso gli incontri nel nostro Oratorio e a differenza del passato i giovani di seconda generazione si stanno organizzando anche a sostegno del martoriato Libano. Poi ci sono le chiese evangeliche ghanesi e nigeriane, il Grest con tanti bambini di fedi diverse ed altro. L’Oratorio per me è luogo di educazione, di crescita, delle fedi. Si cresce fianco a fianco, ci si scambia idee, conoscenze, inviti alle feste. Non si tratta solo di mettere a disposizione degli spazi o di usufruire degli spazi ma di entrare in una relazione di comune crescita. Un albero cresce bene se è ben radicato e le radici dei giovani sono anche la conoscenza e la fedeltà alla religione dei padri e dei nonni. Poi ciascuno si apre agli altri ma, dal mio punto di vista, solo quando si ha una identità ben definita. Certo, guardando al nostro Oratorio di Rebbio e Camerlata siamo in pochi a credere e operare concatenati per la crescita delle fedi, ma è la via giusta, che con perseveranza ha già dato e darà dei frutti di persone con identità religiose ben definite e in dialogo.
Esercito o educatori di strada?
Conosciamo bene i ragazzi delle baby-gang formatesi anche nel nostro quartiere una decina di anni or sono, conosciamo anche quei giovani chiamati “maranza”. Provengono da famiglie disagiate? Disturbano? Delinquono? San Giovanni Bosco insegna che l’approccio giusto è quello educativo e non repressivo. La mia proposta è semplice: sostituiamo le forze dell’esercito che circolano per la città di Como con educatori di strada che sanno stare con i giovani e sanno orientarli. Ma di educatori di strada ne esistono ben pochi! Mettiamoci assieme associazioni, Oratori, politiche giovanili del Comune e cominciamo con alcuni educatori “in provetta” che poi cresceranno strada facendo. A Varese il progetto “Happyness” ha aperto uno spazio educativo ai giovani in un Oratorio cittadino poco usato: si potrebbe partire dall’Oratorio di Sant’Eusebio così vicino a piazza Volta dove anche i giovani si ritrovano? Noi – anche se ne abbiamo parlato solo con pochi – siamo disponibili a lavorare su un progetto simile.
don Giusto della Valle
IL FOCOLARE | SETTEMBRE 2026

