Reddito medio di 27.840 euro a contribuente e un’Irpef media di 6.318 euro: con questi numeri la provincia di Como si attesta al dodicesimo posto in Italia nella graduatoria dei territori a maggiore incidenza fiscale. È quanto emerge dai dati elaborati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre relativi all’anno d’imposta 2024.
A guidare la classifica nazionale c’è Milano, capolista indiscussa con un reddito medio complessivo di 34.803 euro e un’Irpef di 9.066 euro. Segue Roma per prelievo fiscale (7.536 euro di Irpef media), pur registrando dichiarazioni medie (29.710 euro) inferiori a quelle di altre province del Nord come Bologna (30.686 euro), Monza e Brianza (30.578 euro), Lecco (29.906 euro) e Parma (29.771 euro). All’estremo opposto si colloca il Mezzogiorno: in province come Cosenza, Enna, Agrigento, Foggia e Ragusa le dichiarazioni superano di poco i 18 mila euro. A livello nazionale, la media si attesta a 25.816 euro di reddito per 5.788 euro di Irpef.
La mappa dei contribuenti comaschi
Sul territorio comasco sono 442.014 i cittadini che presentano la dichiarazione dei redditi. La platea più numerosa è composta dai lavoratori dipendenti (233.231), seguiti da:
-
Pensionati: 157.253
-
Lavoratori autonomi: 15.889
-
Percettori di reddito di partecipazione: 19.330
A livello nazionale sono quasi 43 milioni gli italiani che versano l’Irpef. A sostenere il carico maggiore del sistema tributario sono i lavoratori dipendenti (24,1 milioni di soggetti) e i pensionati (14,5 milioni). Più defilate le partite Iva (poco più di 1,6 milioni), dato che non comprende però gli autonomi in regime forfettario soggetti a flat tax. Per volume complessivo di dichiarazioni, la classifica è guidata da Roma (oltre 3 milioni), Milano (2,5 milioni) e Napoli (1,7 milioni).
Pressione fiscale ai massimi da dieci anni
La fotografia scattata dalla Cgia mostra un trend di costante aumento della pressione fiscale in Italia: per il 2026 è stimata al 43%, in lieve crescita rispetto al 42,9% del 2025. Si tratta del valore più alto registrato nell’ultimo decennio.
Tuttavia, come spiegano gli analisti di Mestre, l’incremento non deriva da un aumento diretto delle aliquote, ma da due fattori principali:
-
L’aumento dell’occupazione: i circa 1,1 milioni di nuovi occupati registrati negli ultimi quattro anni hanno generato un maggior gettito di Irpef e contributi previdenziali.
-
Il contributo dei grandi gruppi: le misure introdotte dal governo hanno incrementato il carico tributario a carico dei grandi soggetti economici, in particolare banche, compagnie assicurative e grandi imprese.
