Riceviamo e pubblichiamo la lettera (firmata) di un neo residente del centro storico che si è schiantato contro qualcosa che chi ci vive una vita – in particolare di alcune strade – conosce bene: i rumori notturni. Non solo quelli dei mezzi di pulizia (fornisce video) ma anche schiamazzi, saracinesche, scarico del vetro, eccetera. La mail è garbata, ragionevole e non accusa anzi sottolinea quanto sia evidente la necessità dei servizi indispensabili. E’ un legittimo punto di vista che riportiamo per intero:
Mi sono trasferito nel centro storico di Como da meno di un mese. È bastato questo breve periodo per scoprire un aspetto della vita nel cuore della città che difficilmente si percepisce passeggiando di giorno tra le sue vie: di notte, soprattutto per chi abita ai piani bassi, dormire può diventare un’impresa.
Questa notte, tra giovedì e venerdì, mi sono svegliato intorno alle 4.30. A svegliarmi è stato il passaggio e la sosta sotto casa di uno dei mezzi per la raccolta dei rifiuti. Nella notte vengono ritirati vetro, carta e umido e il rumore, nel silenzio delle prime ore del mattino, è impressionante: motore acceso, segnalatori acustici, indicatori di direzione, accelerazioni e soprattutto il tonfo dei contenitori e del materiale durante lo svuotamento.
Il problema è che non si tratta di un singolo episodio di pochi minuti. Dopo il primo mezzo ne arrivano altri. Il video che allego è stato registrato intorno alle 5.55, ma il primo passaggio che mi ha svegliato risale a circa un’ora e mezza prima. Terminata la raccolta, arriva poi la macchina per la pulizia delle strade.
Il risultato è semplice: dalle 4.30 del mattino, di fatto, non si dorme più.
E questo è soltanto il secondo tempo della notte. Il primo si consuma nelle ore precedenti: soprattutto il venerdì e il sabato — e, mi raccontano i residenti, durante l’estate praticamente ogni sera — ci sono gli schiamazzi di chi attraversa il centro, le saracinesche dei locali che vengono prima alzate e poi abbassate, lo scarico del vetro, le voci e gli altri rumori legati alla chiusura delle attività.
Quando finalmente tace la vita notturna, cominciano i servizi del mattino. Nel mezzo, per chi vive qui, rimangono pochissime ore di vera quiete.
La cosa che più mi ha colpito è la rassegnazione di chi questa situazione la vive da anni. La mia vicina ha 84 anni e, per cercare di difendersi dal rumore, è arrivata ad avere cinque infissi, tra cui un triplo e un doppio vetro. Una soluzione quasi surreale, ma che dà la misura del problema meglio di qualsiasi rilevazione in decibel.
Non credo che la risposta possa essere semplicemente scegliere tra una città pulita e una città in cui si possa dormire. Como deve poter avere entrambe le cose. La raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade sono servizi indispensabili, così come è naturale che il centro storico abbia ristoranti, locali e vita serale. Ma è altrettanto ragionevole chiedersi se orari, modalità e mezzi utilizzati possano essere organizzati in modo più compatibile con il riposo di chi nel centro storico non viene soltanto a passeggiare, cenare o fare shopping: vorrebbe viverci!
Il video
