Nel giornata di ieri 28 novembre a Lavena Ponte Tresa si è svolta l’Assemblea annuale dei Comuni Italiani di Frontiera, cui hanno partecipato 87 comuni associati. L’assemblea ha affrontato il tema dell’attribuzione dei ristorni per l’anno 2026, ribadendo con forza:
- la necessità di rispettare l’accordo internazionale Italia-Svizzera che stabilisce che i ristorni vengano versati dai Cantoni ai Comuni di Frontiera;
- il Memorandum d’Intesa, sottoscritto dalla Associazione dei Comuni che ribadisce che non via siano riduzioni delle risorse derivanti dal versamento dei ristorni medesimi;
chiedendo in conclusione che la somma complessiva di circa 128 milioni di euro sia per intero attribuito ai Comuni.
L’assemblea ha dato mandato al Presidente e al Consiglio Direttivo di chiedere con urgenza al Governo di essere convocati per un incontro sul tema.
L’assemblea, per il Quadriennio 2026-2029 con voto unanime ha intanto riconfermato alla presidenza dell’Associazione il Sindaco di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino e ha eletto nel consiglio direttivo:
il Sindaco di Rancio Valcuvia – Simone Castoldi,
il Sindaco di Viggiù – Emanuela Quintiglio, che assume la carica di Vice-presidente
il Sindaco di Uggiate con Ronago – Ermes Tettamanti,
il Sindaco di Carlazzo – Antonella Mazza.

Anche il Direttivo ANCI Lombardia impegna il Presidente e l’Ufficio di Presidenza:
1. A promuovere una posizione unitaria, condivisa e costante a tutela dei territori e dei Comuni di confine, tramite anche l’intesa con l’Associazione Italiana dei Comuni di Frontiera (Acif), in grado di salvaguardare adeguatamente la destinazione ai Comuni delle risorse rivenienti dai ristorni.
2. A coinvolgere Regione Lombardia e le Province nella costruzione di un coordinamento istituzionale stabile sul tema affinché sia richiesta l’erogazione dell’intero importo maturato dei ristorni, nel rispetto delle esigenze dei territori.
3. A richiedere formalmente il coinvolgimento di ANCI Lombardia nella concertazione dei criteri di attribuzione e riparto dei ristorni e del nuovo Fondo per lo sviluppo economico, il potenziamento delle infrastrutture e il sostegno dei salari nelle zone di confine italo-elvetiche