Una nuova crisi industriale scuote il territorio milanese. La multinazionale Flint Cps Inks ha ufficializzato la decisione di procedere con la chiusura dello stabilimento di Baranzate, mettendo a rischio il futuro di 43 lavoratori e lavoratrici. La comunicazione è stata trasmessa lo scorso 2 marzo dalla direzione aziendale alla Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) e alle organizzazioni sindacali di categoria.
Le motivazioni del Gruppo Flint: mercato in declino e concorrenza asiatica
Secondo quanto riportato dalla Filctem Cgil, il colosso globale — tra i leader mondiali nella fornitura di inchiostri per stampa, imballaggio ed etichettatura — avrebbe giustificato la drastica scelta citando un declino strutturale del mercato di riferimento. A pesare sulla sostenibilità del sito di via Milano sarebbero anche l’impennata dei costi operativi e una pressione competitiva sempre più aggressiva da parte dei produttori internazionali, con particolare riferimento ai competitor provenienti da Cina, India e Sud-Est asiatico.
La richiesta di negoziazione: ipotesi ricollocamento a Cinisello e Caronno
I sindacati hanno richiesto l’apertura immediata di un tavolo di negoziazione per esplorare ogni possibile alternativa alla cessazione definitiva dell’attività. Tra le soluzioni prospettate dalla Filctem Cgil vi è la ricollocazione del personale presso gli altri siti che il gruppo Flint mantiene sul territorio lombardo. Nello specifico, si punta a un piano di assorbimento dei lavoratori negli stabilimenti di Cinisello Balsamo e Caronno Pertusella, con l’obiettivo primario di tutelare l’occupazione e non disperdere il patrimonio di conoscenze tecniche accumulato negli anni.