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Produzione al minimo e cassa integrazione: si spera per i 70 dipendenti del piccolo impero lombardo della pizza

Arriva una boccata d’ossigeno fondamentale per le maestranze di Pizza Sprint, l’azienda a conduzione familiare con sede a Castiglione d’Adda, attualmente nel pieno di una complessa fase di crisi aziendale. Il Ministero del Lavoro ha infatti dato il via libera ufficiale alla concessione di 12 mesi di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS).

Il provvedimento giunge in un momento critico: lo scorso 18 gennaio era infatti scaduta la cassa ordinaria che tutelava la settantina di dipendenti impiegati nello stabilimento. Si tratta di una forza lavoro composta in larga misura da cittadini stranieri, residenti prevalentemente nel comune di Castiglione o nei centri limitrofi del Lodigiano. Senza l’attivazione di questi nuovi ammortizzatori sociali, la sopravvivenza economica di 70 famiglie sarebbe stata seriamente compromessa.

Produzione al minimo nel laboratorio della Provinciale 27

Nel celebre laboratorio situato lungo la Strada Provinciale 27, dove storicamente venivano prodotte pinse artigianali, focacce e pizze cotte in forno e confezionate sottovuoto, i ritmi produttivi sono oggi ridotti ai minimi termini. Se nei periodi di massima espansione il marchio era riuscito a conquistare con successo i mercati esteri, attualmente solo una piccola minoranza dei lavoratori risulta effettivamente in servizio.

Il calendario della vertenza: assemblea e incontro con l’azienda

Il cronoprogramma per le prossime settimane:

  • 9 aprile (mattina): Si terrà un’importante assemblea sindacale con tutti i lavoratori. All’ordine del giorno ci sono il recupero delle spettanze arretrate e la verifica puntuale del versamento dei contributi previdenziali.

  • 9 aprile (ore 12:00): Subito dopo l’assemblea, i rappresentanti sindacali incontreranno la dirigenza aziendale per fare il punto sul futuro produttivo.

Le cause della crisi: dal mercato francese alla grande distribuzione

A determinare il brusco rallentamento di Pizza Sprint sarebbero stati due fattori concomitanti. Da un lato, la perdita di un acquirente strategico in Francia, che garantiva volumi di vendita fondamentali. Dall’altro, il tentativo non andato a buon fine di scalare la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) attraverso l’ingresso di un nuovo socio, un’operazione strategica che purtroppo non ha generato i ritmi di crescita sperati.

Speranze di rilancio: possibili acquirenti all’orizzonte

Nonostante le difficoltà finanziarie, il valore intrinseco dell’azienda rimane elevato grazie alla professionalità delle maestranze e alla qualità dei prodotti tipici del “Made in Castiglione”. Questo patrimonio industriale potrebbe non andare disperso.

«Sappiamo che ci sono degli acquirenti intenzionati a subentrare nella gestione o nell’acquisizione dell’attività», ha confermato con cautela il segretario della Flai Cgil, specificando però che «ad oggi non c’è ancora nulla di definitivo». La speranza del territorio è che la cassa integrazione straordinaria possa fare da ponte verso una nuova proprietà capace di rilanciare un’eccellenza gastronomica locale.

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