I Carabinieri Forestali del Nucleo di Luino hanno denunciato il proprietario di un immobile sulle sponde del Lago Maggiore, con l’ipotesi di reato di abbandono di rifiuti non pericolosi.
L’indagine è scattata tempestivamente grazie alla segnalazione di un residente, il quale ha notato alcune persone gettare direttamente nelle acque del bacino lacustre degli scarti edili. Questi materiali provenivano dai lavori di rifacimento della terrazza dell’immobile. Dopo l’esposto ricevuto, i militari dell’Arma si sono recati sul posto, riscontrando visivamente la presenza in acqua di diversi cumuli di materiale da demolizione, costituiti principalmente da conglomerati cementizi e piastrelle.
L’ispezione dei fondali e l’intervento dei sommozzatori
Avvalendosi dell’ausilio fondamentale della Motovedetta della Compagnia Carabinieri di Luino e con il supporto tecnico dei sommozzatori specializzati dell’Associazione Nazionale Istruttori Subacquei, sono stati individuati e filmati un ingente quantitativo di detriti edili adagiati a una profondità compresa tra i 7 e i 13 metri.
Le motivazioni del gesto e le sanzioni previste
Il proprietario dell’immobile — anche committente e titolare della ditta esecutrice dei lavori edili — è stato denunciato. L’accusa mossa nei suoi confronti è quella di aver deliberatamente sversato il materiale nel bacino. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’azione criminosa sarebbe stata finalizzata a eludere i costi di trasporto e di conferimento presso gli appositi impianti autorizzati, ottenendo di conseguenza un illecito vantaggio economico.
Tenendo in considerazione la particolare tutela ambientale e paesaggistica di cui gode l’intero bacino del Lago Maggiore, gli inquirenti non escludono la configurazione di ulteriori e differenti ipotesi di reato. Resta comunque fermo che, per la sola condotta di immissione incontrollata di rifiuti nelle acque da parte del titolare d’impresa, la normativa vigente prevede severissime sanzioni: la pena dell’arresto da sei mesi a due anni o l’ammenda da 3.000 a 27.000 euro.
In aggiunta alle sanzioni penali, al trasgressore verrà imposto per via amministrativa e giudiziaria l’obbligo di provvedere, interamente a proprie spese, al recupero del materiale sommerso e al completo ripristino dello stato dei luoghi.
