Tutto il gruppo di 15 comaschi di rientro dall’India e rimasto bloccato due giorni a Dubai è finalmente tornato a casa. Due i viaggi che hanno permesso il rientro, uno con dieci componenti del gruppo che ha fatto scalo dapprima a Monaco e poi si è concluso con un altro volo organizzato su Milano; e poi un secondo, partito qualche ora dopo sempre da Dubai, e giunto direttamente a Milano.
A casa che la coordinatrice della comitiva comasca, Veronica Coduri, che ora può raccontare con maggiore serenità il finale di questa difficile esperienza. Vicenda che, però, ha avuto almeno un lato positivo: toccare con mano l’assistenza veramente impeccabile da parte della compagnia di volo Emirates (a differenza di quella tutt’altro che perfetta della Farnesina, come vedremo ndr).
“Come nei primi momenti di tutta questa vicenda, fino all’ultimo siamo stati seguiti in ogni passaggio – conferma Veronica – Molto importante, però, è stato affidarci al canale specifico messo a disposizione di chi doveva rientrare, che è differente da quelli tradizionali e che mi sento di consigliare a chi ancora è rimasto a Dubai e cerca un volo di ritorno”.
“Essenziale è essere stati sistemati direttamente da Emirates nell’hotel della compagnia stessa, il Millenium Airport Hotel Dubai – spiega – Proprio qui, infatti, dopo la cena della sera di lunedì, la compagnia ha distribuito dei fogli con una lista di voli speciali messi a disposizione appositamente per chi era rimasto bloccato e doveva rientrare. Nel momento della distribuzione noi eravamo lì, per fortuna, e consultando l’elenco dei voli predisposti ci siamo assicurati i posti su questi trasporti speciali, uno per Monaco che abbiamo preso in 10, e un secondo diretto su Milano che hanno preso altri 5”.
Come detto, si tratta di voli specifici messi in campo apposta per l’emergenza: “Anche perché l’aeroporto di Dubai, almeno fino a che noi eravamo lì, era ancora chiuso e i voli normali venivano costantemente cancellati. Il consiglio che mi sento di dare io, dunque, almeno secondo l’esperienza diretta, è di provare prima di tutto ad affidarsi a questo canale speciale messo a disposizione di chi deve rientrare da parte di Emirates. L’acquisto di biglietti ordinari, senza un canale specifico e puntando su voli tradizionali, è molto più rischioso. Noi stessi abbiamo visto alcune persone che hanno provato e poi si sono visti cancellare tutto. Alla reception dell’hotel di Emirates, invece, c’è un desk specifico che si occupa di chi deve rientrare e può trovare posti sui voli dedicati con più facilità. Inoltre, la compagnia si è fatta carico di tutti i costi, non abbiamo dovuto pagare nulla”.
Un punto, quest’ultimo, che invece non si può traslare allo stesso modo sull’assistenza italiana: “Noi abbiamo seguito tutte le procedure indicate dall’Italia e dalla Farnesina, ma purtroppo l’assistenza e l’informazione sono state pressoché nulle. Nemmeno dall’app specifica Viaggiare Sicuri abbiamo ottenuto indicazioni specifiche”.
Infine, il volo preso da Veronica e altri 9 comaschi: “All’inizio c’era sicuramente una certa tensione, sia tra i passeggeri sia tra il personale di volo. Era percepibile. La rotta è anche stata cambiata rispetto al solito, per evitare le zone più pericolose. Alla fine, una volta giunti su Monaco, persino i tanti tedeschi sull’aereo hanno fatto l’applauso tipico che si vede spesso sugli aerei italiani… Ma finalmente eravamo certi di tornare a casa”.
