Il 9 febbraio 2011, a Casnate con Bernate, Eva Compaore è sopravvissuta a un tentato omicidio da parte dell’ex marito. Con lei c’era la figlia, che aveva tre anni e sette mesi. È stata lei a difenderla, salvandole la vita. Quindici anni dopo, Eva racconta quella mattina e tutto quello che è venuto prima e dopo, in un libro dal tiolo inequivocabile: “Il giorno in cui dovevo morire”.
Libro in cui si ripercorre l’infanzia in un villaggio del Burkina Faso, il matrimonio a quindici anni, l’arrivo in Italia a diciotto, la violenza domestica. Poi il lungo percorso per rimettersi in piedi, tra l’ospedale, la comunità, i processi, il lavoro, la casa conquistata con fatica, una figlia che cresce.

“Ma questo non è soltanto un libro sulla violenza. È soprattutto la storia dei volti che, a ogni caduta, le hanno teso la mano. Amiche, famiglie, volontari, sconosciuti diventati famiglia. Ed è il racconto del desiderio di restituire il bene ricevuto, oggi portato nelle scuole, davanti ai ragazzi”, si legge nelle note di presentazione del volume che sarà presentato venerdì 20 novembre 2026 alle ore 21 a Casnate con Bernate con il patrocinio del Comune.
L’autrice Eva Compaore è nata a Niaogho, in Burkina Faso, e vive in Italia dal 2004. Lavora in una multinazionale farmaceutica, dove si occupa della gestione dei clienti e dei dati. Da oltre dieci anni fa volontariato, oggi al Banco di Solidarietà di Saronno, e porta anche la sua testimonianza nelle scuole, dove parla con i ragazzi di violenza, di responsabilità personale e dei ruoli di vittima, carnefice e spettatore.
