Il tema del dibattito è stato certamente uno tra i più caldi e sempre attuali per la città di Como e per il territorio provinciale. Ma, forse, c’è un elemento in più rispetto alle ricette proposte per una viabilità comasca migliore, nel dibattito promosso da Azione che è andato in scena lo scorso 10 gennaio. A riunirsi allo stesso tavolo, infatti, è stata una serie di partiti e liste civiche che sembrano animare la foto politica quasi perfetta di una sorta di ressemblement centro-progressista. Con vista sulle prossime elezioni comunale a Como, magari. Chissà.
Nel dettaglio, per parlare di trasporti e mobilità, oltre agli organizzatori comaschi del partito di Carlo Calenda, si sono seduti allo stesso tavolo i segretari regionali e provinciali di Ora!, Partito Liberaldemocratico, Italia Viva, Partito Repubblicano, Partito Socialista e il presidente nazionale di Più Europa e dei Radicali Italiani, Matteo Hallisey. Insomma, sulla carta, un insieme di sigle e idee abbastanza omogenee in un’area sicuramente non da ali estreme, ma piuttosto di centrosinistra. Il nucleo possibile – azzardando – di un’alleanza. Il tempo dirà.
Tornando al dibattito vero e proprio, al cuore c’era “l’urgenza di un cambio di passo sul fronte dei trasporti: ritardi cronici, traffico fuori controllo e servizi frammentati che stanno peggiorando la qualità della vita dei cittadini e penalizzando l’economia del territorio”.
Durante l’incontro è stata evidenziata una situazione ormai quotidiana riassunta nella nota finale: “Como è bellissima ma sempre più complicata da vivere”, con tempi di spostamento ritenuti insostenibili e un traffico che sottrae tempo al lavoro e alla vita privata. Secondo gli interventi, “soluzioni parziali e non strutturali come la sola leva tariffaria sui parcheggi, non sono sufficienti ad affrontare un problema che richiede scelte più coraggiose e una visione integrata”.
Tra le proposte emerse, Azione e Svolta Civica hanno annunciato una mozione in Consiglio comunale per: finanziare uno studio aggiornato sulla viabilità, investire in una circolare urbana stabile tra parcheggi, stazioni e centro cià, rafforzare l’intermodalità valorizzando l’autosilo di Val Mulini come hub “parcheggio + bus”, e potenziare mobilità dolce e servizi alternativi come car sharing e taxi.
Ampio spazio è stato dedicato alle criticità del sistema ferroviario. Trenord è stata indicata come uno dei nodi più problematici, con livelli di affidabilità giudicati inaccettabili sulla linea Como Lago–Milano Cadorna. È stata inoltre denunciata la frammentazione della gestione dei trasporti: bus su scala locale, ferrovia su scala regionale, navigazione dipendente dallo Stato. Un assetto che impedisce l’integrazione reale di orari, stazioni e biglietti.
Nel dibattito sono stati richiamati anche “i ritardi e le difficoltà sulle grandi infrastrutture strategiche – Tremezzina, Lariana, Pedemontana – e la necessità di scelte utili davvero a ridurre il traffico, evitando opere che rischino di gravare ulteriormente sui cittadini con pedaggi e costi indiretti”.
Attenzione è stata posta anche al tema taxi, particolarmente rilevante per una città turistica come Como, dove pure l’aumento varato dalla giunta di Palazzo Cernezzi è stato notevole: è stata sottolineata l’insufficienza dell’offerta e la necessità di una riforma orientata alla concorrenza e all’aumento dei servizi, anche con maggiore integrazione con NCC e piattaforme, per garanre disponibilità, qualità e tariffe più equilibrate.
Il Segretario Provinciale di Azione Como Lorenzo Pedretti ha dichiarato: “Siamo stati promotori di un dibattito dal quale è emersa una consapevolezza condivisa: l’emergenza mobilità non si risolve con interventi isolati o con soluzioni tampone, ma con un lavoro politico serio, coordinato e territoriale. Le forze del centro e dell’area liberale che oggi si sono confrontate hanno la responsabilità di costruire una proposta unitaria capace di mettere insieme Comuni, Provincia, Regione e Governo. La mobilità comasca oggi assomiglia a un puzzle dove ogni pezzo è in una scatola diversa: bus, treni, battelli e strade. Vogliamo rimettere insieme il sistema garantendo ai cittadini un servizio di qualità. La sfida della mobilità può diventare anche il terreno su cui costruire un nuovo metodo politico: meno propaganda, più cooperazione istituzionale. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”.