Dopo oltre ottant’anni di storia, iniziata nel 1940 e divenuta nel tempo un punto di riferimento della cultura gastronomica italiana, la famiglia Penati ha “scelto di avviare un processo di evoluzione e riposizionamento strategico del progetto, con l’obiettivo di valorizzarne l’identità e proiettarlo nel futuro”, si legge nel profilo Facebook.
Il locale, in passato anche stellato dalla Guida Michelin, veniva così descritto: “Immersa nel verde delle colline brianzole (in via 24 Maggio a Viganò), una villa alle porte del paese con un grazioso giardino… e la cura prosegue all’interno nell’elegante sala con veranda. La cucina è di stampo tradizionale, rappresentando – comunque – il meglio della mediterraneità con accostamenti e preparazioni sempre attuali, mentre un’attenzione speciale è riservata ai dessert, presenti anche in un’area “innovazione”, dove spicca, ad esempio, un omaggio al cubo di Rubik. Cantina eccellente e ben articolata: grandi cru italiani ed internazionali, ma anche cantine più giovani e meno conosciute”.
La sede storica conclude oggi il proprio ciclo naturale, lasciando “spazio a una riflessione ampia e strutturata sulle prossime traiettorie di sviluppo del marchio. Una decisione ponderata, orientata alla crescita e alla tutela di un patrimonio costruito in generazioni di lavoro, relazioni e qualità”, viene spiegato.
“Pierino Penati non è mai stato soltanto un ristorante, ma un luogo di cultura dell’ospitalità, ricerca gastronomica e legame con il territorio. Proprio per preservare questo valore, la proprietà ha deciso di dedicare il tempo necessario alla definizione di un nuovo capitolo, coerente con la propria storia e con le evoluzioni del settore. Rimangono pienamente operative le attività di catering e di consulenza, che continueranno a esprimere lo stile, l’esperienza e la visione che hanno reso il marchio riconosciuto e apprezzato nel panorama nazionale.
La famiglia Penati desidera ringraziare clienti, collaboratori e partner che hanno contribuito a rendere possibile questo straordinario percorso. Le relazioni costruite in oltre ottant’anni rappresentano la base solida da cui ripartire”.