RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Attualità

Francesco e Laurence Saldarini hanno vinto la battaglia comasca del cashmere contro la Commissione Europea

La Corte di Giustizia dell’Unione europea (CGUE), organo supremo del potere giudiziario dell’UE, ha accolto il ricorso di Francesco e Laurence Saldarini contro la Commissione Europea, segnando un’importante vittoria per la tutela del “Sustainable Cashmere of Mongolia”.

Francesco e Laurence Saldarini, assistiti dallo studio legale Appleton Luff International Lawyers, rappresentato da David Luff e Marta Ledwos, annunciano con soddisfazione il risultato positivo nella causa T-383/24: MNFPUG’s Sustainable Cashmere Market Place Srl vs. Commissione Europea.

Cos’è il progetto MNFPUG’s Sustainable Cashmere Marketplace

MNFPUG’s Sustainable Cashmere Marketplace è un’iniziativa sostenuta dal Governo Italiano, dedicata alla promozione e valorizzazione del cashmere mongolo, prodotto secondo criteri di sostenibilità e con tracciabilità integrale lungo tutta la filiera. Il progetto ha ottenuto il riconoscimento come miglior modello di sviluppo sostenibile a EXPO 2015.

Il progetto, condotto in joint venture con il sindacato dei pastori nomadi Mongolian National Federation of Pasture User Groups (MNFPUG), prevede:

  • La certificazione IGP della filiera.

  • La realizzazione, con tecnologia italiana, di un polo produttivo nazionale (National Production Hub) in Mongolia per la trasformazione del cashmere IGP.

La vicenda legale: il ricorso contro la Decisione (UE) 2024/1224

Il 30 aprile 2024 la Commissione Europea ha adottato la Decisione (UE) 2024/1224, respingendo la domanda di registrazione dell’indicazione geografica “Монгол Тогтвортой ноолуур / Mongol Togtvortoi Nooluur / Sustainable Cashmere of Mongolia”, ai sensi dell’art. 52, par. 1, del Regolamento (UE) n. 1151/2012.

La Commissione ha motivato il rigetto sostenendo che il cashmere cardato non rientrerebbe nell’ambito di applicazione del regolamento sulle IGP. Nel corso del procedimento, è stato dimostrato che la Commissione Europea ha interpretato erroneamente il regolamento relativo ai regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, alla luce della nomenclatura TARIC.

La sentenza Il Tribunale dell’Unione Europea ha confermato che il termine “lana”, come definito nel regolamento, include anche la lana di cashmere.

MNFPUG ha notificato la sentenza alla Commissione Europea, richiedendo di accordare la protezione IGP in conformità ai principi espressi dalla Corte di Giustizia. La procedura dovrebbe concludersi in tempi rapidi.

Firmatari e Stakeholder

  • Mongolian Wool & Cashmere Association (MWCA)

  • Mongolian National Federation of Pasture User Groups (MNFPUG) Union

  • Francesco Saldarini – MNFPUG Sustainable Cashmere Srl

Dichiarazione di Francesco e Laurence Saldarini

“Siamo grati per l’eccellente lavoro svolto dall’avvocato David Luff, massimo esperto di diritto internazionale e di accordi bilaterali in ambito WTO, e da Marta Ledwos, dello studio Appleton Luff, che hanno preso a cuore le vicende dei pastori nomadi della Mongolia. La notizia è entusiasmante: il provvedimento di rigetto della nostra domanda di protezione IGP per il ‘Sustainable Cashmere of Mongolia’ è stato giudicato illegittimo, con condanna dell’UE al pagamento delle spese legali”.

“Tuttavia – aggiungono – questa vittoria del diritto evidenzia una sconfitta delle intenzioni programmatiche della Commissione Europea nei confronti della Mongolia, disattese e gravate dal peso di una burocrazia autoreferenziale. Il sistema ha dimostrato di possedere anticorpi, ma ci interroghiamo su cosa sarebbe accaduto se dall’altra parte vi fosse stata una persona meno preparata, priva di risorse o di alleati come David e Marta, o semplicemente più remissiva nei confronti del potere. Ora è tempo di voltare pagina e di tornare a creare valore congiuntamente.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Potrebbe interessarti: