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I cantieri della Pedemontana ‘spezzano’ in due i collegamenti tra due province: “Sulle strade sarà il caos”

Il responsabile federale del Partito Popolare del Nord per le zone di Lecco e della Brianza, Lucas Casati, assieme a Francesca Losi, vicesegretaria federale, prendono posizione sulla sospensione della linea ferroviaria S7, il celebre “Besanino”, prevista dal 7 settembre 2026 al 28 agosto 2027. Una notizia pesantissima per la mobilità dei territori, che ha solleva molta preoccupazione per la tenuta del sistema trasportistico del territorio.

“L’interruzione della tratta tra Triuggio e Villasanta Parco, necessaria per i cantieri dell’autostrada Pedemontana, rischia di paralizzare la vita quotidiana di migliaia di cittadini“, recita la nota.

L’interruzione della linea S7 per quasi un anno non è un semplice ‘disagio tecnico’, ma un vero e proprio attacco alla qualità della vita delle nostre famiglie e dei lavoratori lecchesi – dichiara Losi – Frammentare il collegamento con Milano in due tronconi significa ignorare i sacrifici di chi ogni giorno si affida al trasporto pubblico per raggiungere il posto di lavoro o i luoghi di studio”.

“Oltre al frazionamento della linea, si teme un massiccio riversamento di utenti sulle strade private, con un conseguente aumento dello smog e degli ingorghi, in particolare nel nodo di Villasanta – aggiunge – Anche il mondo della scuola è in allarme, con istituti che ipotizzano di dover stravolgere gli orari delle lezioni per far fronte ai ritardi sistematici causati dai cantieri”.

Lucas Casati, Responsabile Federale del Partito Popolare del Nord (PPN) Lecco – Brianza, rincara la dose sottolineando l’impatto territoriale: «La Brianza e il Lecchese non possono diventare un imbuto di lamiere e inquinamento a causa di una visione miope delle infrastrutture. Le soluzioni prospettate finora dalla Regione appaiono del tutto insufficienti. Chiediamo che vengano esplorate seriamente alternative ferroviarie concrete, come la riattivazione della tratta Seregno-Carnate, anziché limitarsi a promesse di tavoli tecnici che finora non hanno prodotto risposte risolutive per i cittadini. Il nostro territorio esige rispetto e una mobilità che sia degna di una regione d’eccellenza, non un ritorno forzato all’uso dell’auto privata per disperazione».

Il partito poi annuncia che “continuerà a monitorare la situazione, chiedendo garanzie precise affinché il cronoprogramma dei lavori venga rispettato al millimetro e vengano predisposti servizi di potenziamento reali, capaci di tutelare il diritto alla mobilità di ogni lavoratore e studente”.

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