La BorgWarner, azienda multinazionale statunitense che progetta e produce componenti avanzati per l’industria automobilistica e per la mobilità sostenibile, licenzia 96 lavoratori dei quali 81 in Lombardia, nello stabilimento di Orsenigo in provincia di Como.
BorgWarner licenzia in provincia di Como e di Cagliari
La drammatica notizia è emersa nelle ultime ma l’annuncio risale allo scorso 14 settembre, quando la direzione di Borgwarner Orsenigo srl ha avviato la procedura di licenziamento collettivo. Per la sede di Orsenigo, come detto riguarda 81 dipendenti, ma il provvedimento ne interessa anche altri 15 a Elmas, in Sardegna, provincia di Cagliari.
Licenziamenti BorgWarner, proclamato lo sciopero
Per questo motivo la Rsu aziendale e Fiom Cgil di Como e Cagliari hanno proclamato 8 ore di sciopero programmate per mercoledì 23 settembre in continuità con lo stato di agitazione aperto già il 9 settembre.
Un brusco cambio di rotta ha travolto i lavoratori aziendali, passati nel giro di pochi mesi dalle trattative per l’istituzione dei premi di risultato all’incubo dei licenziamenti collettivi. Una svolta inattesa che ha spiazzato le maestranze, giunta proprio nella fase in cui si discuteva d’incentivi e prospettive di crescita organica. L’impatto numerico degli esuberi è risultato leggermente contenuto soltanto a fronte di alcune dimissioni volontarie rassegnate di recente.
I rappresentanti delle tute blu hanno ricostruito la parabola vertiginosa della vertenza: se all’inizio dell’anno il tavolo di confronto era concentrato sulla contrattazione di secondo livello e sull’introduzione di bonus legati alla produttività, il dialogo si è repentinamente interrotto fino all’apertura formale delle procedure di mobilità.
Il nodo del 23 settembre e le richieste della Fiom Cgil
La data chiave per il futuro del sito e del personale impiegato è fissata per il 23 settembre. In tale data si terrà il primo tavolo ufficiale tra le parti sociali, in concomitanza con una giornata di mobilitazione generale programmata per accendere i riflettori sulla vertenza.
I sindacati hanno già tracciato una linea d’azione rigida, manifestando la volontà di non concedere alcun margine di trattativa sui tagli di personale. Tra le richieste perentorie presentate alla direzione aziendale figurano:
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Revoca immediata della procedura di licenziamento collettivo.
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Garanzia integrale dei livelli occupazionali in essere.
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Tutela del patrimonio di competenze professionali maturate dalla forza lavoro, per scongiurare la dispersione del know-how tecnico dal tessuto produttivo locale.
Dalle organizzazioni dei lavoratori giunge la fermezza sulla necessità di congelare i tagli prima di impostare qualsiasi discussione strategica, ribadendo come l’obiettivo prioritario rimanga la salvaguardia di ogni singolo posto di lavoro.
Sulla vicenda è intervenuto anche il rappresentante della Fiom Cgil di Como, Salvatore Medici, evidenziando come la decisione del management scarichi sulle 96 famiglie coinvolte le conseguenze di una gestione aziendale rivedibile e la ricerca del profitto, attuata anche attraverso l’esternalizzazione delle commesse in corso. Il sindacato ha chiarito la propria indisponibilità ad accettare un ridimensionamento nel silenzio, chiedendo l’immediato ritiro dei licenziamenti e l’attivazione di tutti gli ammortizzatori o strumenti alternativi utili a proteggere l’occupazione.
