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Il ritorno del Luna Park a Como: affluenza record (ma arriva subito la Polizia Locale per controlli)

Dopo un anno di assenza – e due di battaglie con il Comune – il Luna Park oggi ha finalmente fatto il suo ritorno a Como. Lo scorso anno, infatti, lo storico appuntamento non si era tenuto per i no dell’amministrazione suscitando proteste da parte dei giostrai e delle famiglie coinvolte. La questione è complicata e ha diviso l’opinione pubblica: c’è chi vede il Luna Park come un’occasione di svago e divertimento, mentre altri lo considerano fonte di disturbo per via della musica alta e dell’eventuale rischio di criminalità.

Oggi, però, il Luna Park ha riaperto i battenti e c’era molta gente, entusiasta di tornare a vivere la tradizione comasca delle giostre. Famiglie, bambini e gruppi di giovani hanno invaso il parco, facendo il pieno di emozioni e divertimento. Nonostante le polemiche, quindi sembra che le persone abbiano risposto con entusiasmo alla riapertura, dimostrando quanto questo appuntamento sia amato dalla comunità.

Noi siamo felici di essere di nuovo qui – ha spiegato Vincenzo La Scala, componente della commissione del Luna Park – anche le persone ne sono state soddisfatte e tutta questa affluenza ne è la prova. Io a Rapinese non voglio dire nulla, bastano i fatti. La soddisfazione è vedere i comaschi che apprezzano il nostro parco. Vogliamo ringraziare di cuore i cittadini che sono venuti all’apertura, noi non vogliamo essere un fastidio ma un servizio”.

Al termine dell’intervista di La Scala, e a soli cinque minuti dall’inizio dell’apertura ufficiale, è intervenuta la polizia locale per effettuare dei controlli. Nonostante ciò, le persone sembrano generalmente felici di poter tornare a vivere la magia del Luna Park, con la speranza che il divertimento e la sicurezza possano coesistere armoniosamente.

Siamo molto contenti di essere qui – ha raccontato Lucia, che è venuta insieme al marito e ai suoi due figli piccoli – L’anno scorso sono rimasti molto delusi, ma oggi li vedo così contenti. Noi abbiamo questa piccola tradizione dell’andare al Luna Park, è un’occasione per passare del tempo in famiglia, lontano dallo stress della vita quotidiana”.

“Anche io ho avuto dei dubbi per quanto riguarda la sicurezza – ha spiegato Marco, che è venuto al parco insieme ad un gruppo di amici – Credo che con una buona organizzazione si possano far contenti tutti quanti. Il Luna Park porta un po’ di movimento a dei fine settimana monotoni ed è un posto in cui si possono divertire dagli adulti ai bambini”.

Sono davvero felice che il Luna Park sia tornato – ha affermato Vincenzo, che è venuto insieme alla sua famiglia – anche perché Como non offre granché ai bambini, il parco invece gli dà l’occasione di divertirsi e sognare”.

Anche i giostrai stanno affrontando questa nuova edizione con rinnovato entusiasmo: “Siamo molto contenti di essere qua oggi, soprattutto viste le difficoltà passate – ha affermato Donald Bravi, gestore della ruota panoramica e del padiglione a premi – Questo sindaco (Alessandro Rapinese, ndr) ci ha sempre ostacolato, ma la legge ci ha dato ragione. Siamo pronti a ritornare ad accogliere e far divertire il pubblico. Il Luna Park non è solo un’attrazione: cerchiamo di farci voler bene dalla comunità locale. Siamo cittadini del mondo, ma per questi venti giorni siamo cittadini comaschi“.

Bravi conclude con un messaggio chiaro al primo cittadino: “Noi chiediamo solo di poter lavorare, nulla di più. Il nostro Luna Park ha una storia centenaria ed è tradizione che si fermi anche a Como. Per venti giorni all’anno regaliamo un momento di festa alla città e non crediamo di creare tutto questo disagio. Aver saltato l’edizione scorsa è stata una spesa enorme, a cui si è aggiunta anche quella degli avvocati durante i lunghi mesi di processi, molte famiglie hanno dovuto sostenere costi elevati senza alcun guadagno. Il nostro lavoro segue un programma preciso e non possiamo semplicemente spostarci in un’altra città, perché gli spazi sono già occupati. Lo stop ha coinvolto 60 famiglie, circa 500 persone sono rimaste senza lavoro“.

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