A Pianello del Lario presentato il primo capitolo del nuovo progetto museale dedicato alla navigazione sul Lago di Como. Un viaggio tra imbarcazioni storiche, invenzioni straordinarie e personaggi che hanno segnato il territorio.
Ci sono luoghi che custodiscono molto più di quello che ci si aspetta di trovare. Il Museo Barca Lariana, a Pianello del Lario, è uno di questi.
Dietro le porte di un’antica filanda ottocentesca affacciata sul Lago di Como si nasconde un patrimonio straordinario, fatto di imbarcazioni, motori, fotografie e soprattutto storie. Storie di uomini, di ingegno, di lavoro e di passioni che hanno attraversato i secoli.

Venerdì 6 novembre il museo ha presentato alla stampa il primo capitolo di “Le barche raccontano”, un nuovo progetto museale realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo, nell’ambito del bando Valore della Cultura 2025, che sarà completato nel corso del 2027.
Un’iniziativa che nasce con l’obiettivo di rendere sempre più accessibile questo immenso patrimonio, attraverso nuovi allestimenti, contenuti multimediali e percorsi capaci di raccontare non soltanto la storia della navigazione, ma anche quella delle persone che l’hanno resa possibile.
Un nuovo spazio espositivo a bordo dello storico battello Nibbio
Il primo capitolo del progetto è dedicato alla storia della navigazione sul Lago di Como, in occasione delle celebrazioni per il bicentenario della navigazione civile sul Lario.
Il nuovo spazio espositivo è stato realizzato a bordo del Nibbio, storico battello trasformato in un piccolo salotto museale che ospita una preziosa collezione di modellini di piroscafi.

FOTO CUSA 06-11-2026
Attraverso installazioni multimediali, fotografie e documenti, il percorso ripercorre due secoli di navigazione, a partire dal 1825, quando a Milano nacque la Società Privilegiata per l’Impresa de’ Battelli a Vapore nel Regno Lombardo-Veneto.
La presentazione si è svolta a bordo della Freccia dei Gerani, alla presenza di Ferdinando Zanoletti, presidente della Fondazione Museo Barca Lariana, Lorenzo Donegana, project manager, Emanuele Seghetti, curatore del museo, e Francesco Albarelli dell’Associazione Piroscafi Lariani.
«Le barche custodiscono la memoria del nostro lago: raccontano il lavoro, gli incontri e le trasformazioni che ne hanno segnato la storia», ha spiegato Ferdinando Zanoletti, sottolineando l’importanza di trasmettere questo patrimonio anche alle nuove generazioni.
Al termine della presentazione è stato inaugurato ufficialmente il nuovo spazio museale a bordo del Nibbio.
Un museo che sorprende: oltre 400 imbarcazioni d’epoca e duemila anni di storia
Ma è durante la visita alle sale del museo che si comprende davvero la dimensione di questo patrimonio.
Il Museo Barca Lariana custodisce oltre 400 imbarcazioni storiche, più di 300 motori d’epoca e migliaia di reperti, distribuiti in 13 sale e 19 aree tematiche, per circa 2.500 metri quadrati di esposizione.

Un viaggio che attraversa duemila anni di storia, dalle imbarcazioni più antiche ai motoscafi da competizione, passando per barche da pesca, gondole veneziane, velieri e piroscafi.
Tra i pezzi più significativi figurano la gondola di Villa Balbianello, considerata la più antica gondola veneziana ancora completa del tradizionale felze, il Laura I° Abbate, prima imbarcazione a superare i 200 chilometri orari, e la Freccia dei Gerani, unico esemplare superstite dell’aliscafo Rodrigues RHS70.
Ma ciò che colpisce maggiormente non è soltanto la bellezza delle imbarcazioni. È scoprire le storie delle persone che le hanno costruite, progettate e utilizzate.
Pietro Vassena: il genio di Malgrate e il record d’immersione nel Lago di Como
Tra queste storie ce n’è una particolarmente affascinante, quella di Pietro Vassena, inventore nato a Malgrate, sulla sponda lecchese del lago.

Un uomo che aveva frequentato soltanto le prime tre classi della scuola elementare, ma che possedeva una curiosità e un talento per la meccanica fuori dal comune.
Autodidatta, inventore e sperimentatore, Vassena dedicò la sua vita a progettare macchine e soluzioni innovative, spingendosi dove pochi avevano osato arrivare.
La sua impresa più celebre risale al 1948, quando, a bordo del sommergibile C3 da lui progettato, raggiunse nelle acque del Lago di Como la profondità di 412 metri, stabilendo un primato straordinario per l’epoca.
Un’impresa che racconta molto più di un record: la determinazione di un uomo che, pur senza una formazione accademica, riuscì a trasformare le proprie intuizioni in invenzioni concrete.
La storia di Vassena è una di quelle che meritano di essere conosciute e tramandate, soprattutto ai più giovani. Perché dimostra quanto la passione, l’ingegno e la voglia di sperimentare possano portare lontano.
Dalla collezione di GianAlberto Zanoletti alla sede di Pianello del Lario
Il Museo Barca Lariana nasce proprio dal desiderio di non perdere queste testimonianze.
A dare vita alla raccolta fu GianAlberto Zanoletti, che fin da giovane iniziò a recuperare imbarcazioni tradizionali, motori, fotografie e documenti, intuendo che un patrimonio legato alla vita quotidiana del lago rischiava di scomparire. Quando il giardino di casa non fu più sufficiente a ospitare la collezione, nacque l’Associazione Raccolta Barca Lariana e, nel 1982, il museo trovò sede nell’antica filanda di Pianello del Lario.
Da allora la raccolta è cresciuta fino a diventare una delle più importanti al mondo dedicate alla navigazione interna e alla nautica italiana.
Oggi la Fondazione, presieduta da Ferdinando Zanoletti, porta avanti quella stessa missione: conservare le imbarcazioni, ma soprattutto mantenere vive le storie che custodiscono.
Museum for Kids: la storia della navigazione raccontata ai bambini
La giornata del 6 novembre ha coinvolto anche le nuove generazioni.
Nell’ambito dell’iniziativa Una giornata nella storia, 150 bambini sono stati accompagnati al museo a bordo dello storico piroscafo Concordia, partito da Menaggio. Per loro è stata organizzata un’anteprima di Museum for Kids, con contenuti multimediali e personaggi in costume capaci di riportare in vita figure del passato, dal pescatore al maestro d’ascia, fino al barcaiolo. Un modo diverso per avvicinare i più piccoli alla storia del territorio, trasformando la visita in un’esperienza di scoperta.

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Ed è forse proprio questo il valore più grande del Museo Barca Lariana: non limitarsi a conservare oggetti del passato, ma riuscire a far rivivere le persone, le idee e le vicende che si nascondono dietro ogni imbarcazione.
Perché, uscendo da quelle sale, si ha la sensazione di aver visitato non soltanto un museo della nautica, ma un luogo che racconta una parte importante della storia del Lago di Como e dell’Italia.
