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L’annuncio del vescovo di Como: “Ho parlato con il Papa, il mio mandato proseguirà almeno fino a Natale”

Giornata di importanti comunicazioni, quella di oggi, giovedì 2 aprile, per il cardinale e vescovo di Como Oscar Cantoni. Al termine della messa crismale, è stato ufficializzato che il suo mandato terminerà dopo il compimento naturale del 76esimo anno, il 1° settembre, e proseguirà dunque almeno fino al Natale 2026, su indicazione del Papa. E poi il vescovo è intervenuto ancora sul processo di beatificazione di don Roberto Malgestini.

Di seguito, le sue parole testuali.

Don Roberto Malgesini

Vorrei rivolgermi in modo speciale ai sacerdoti per confermare una bella notizia che si è diffusa rapidamente tra noi, ma anche in tutto il territorio italiano.

Il Dicastero delle cause dei Santi in Vaticano ha concesso il nulla osta per iniziare il processo diocesano di beatificazione di don Roberto Malgesini. Il nostro Presbiterio si onora di avere avuto tra i suoi membri un presbitero la cui testimonianza di fede e di carità potrà essere proposta come esemplare.

Nello stesso tempo, come suoi confratelli, ci sentiamo stimolati ad imitare le virtù umane, cristiane e sacerdotali che hanno caratterizzato don Roberto nel corso del suo ministero pastorale tra noi.

Auguriamoci che questa grazia che è donata alla nostra Comunità cristiana, specialmente ai presbiteri, possa fruttificare e produrre un nuovo benefico slancio nel testimoniare una bella immagine di Chiesa. Questo nuovo dono di Dio promuova un’autentica fraternità sacerdotale e contribuisca presso i nostri giovani, che si interrogano sul loro futuro, a riconoscere nella via del presbiterato una particolare via di santificazione.

Scadenza mandato episcopale

E ora una notizia che mi riguarda personalmente, ma che coinvolge tutti.

Dopo l’anno di prolungamento del mio servizio episcopale a Como, accolgo volentieri la conclusione del mio mandato con il compiersi del 76 esimo anno di età, il 1° settembre prossimo. A questo riguardo, ho consultato direttamente il Santo Padre, il quale, come ha fatto in precedenza con altri vescovi, in attesa della nomina di un Successore, mi ha chiesto di accompagnare la Diocesi ancora per qualche mese, almeno fino a Natale, al fine di evitare una situazione di stallo e di incertezza.

Ho accolto in obbedienza questo orientamento, nella speranza di trovare in voi, sacerdoti e diaconi, nelle persone di vita consacrata, come nei fedeli laici, una collaborazione concreta per programmare insieme un nuovo periodo pastorale, almeno negli appuntamenti e nelle scelte ordinarie tradizionali, così che il nuovo Pastore si inserisca nel solco ordinario, finora tracciato.

Una occasione, questa, che chiede un impegno sincero e responsabile di tutta la nostra Comunità, a partire dai pastori.

È una opportunità per realizzare una vera comunione, mediante un generoso coinvolgimento di tutti, condizione essenziale per edificare l’unità costruita sul fondamento che è Cristo, come raccomanda papa Leone. Egli auspica “una Chiesa che non mette limiti all’amore, che non conosce nemici da combattere, ma solo uomini e donne da amare. È la Chiesa di cui oggi il mondo ha bisogno”.

Settimana eucaristica pasquale della Divina Misericordia

Infine, come ho già scritto nel mio augurio pasquale, riportato nell’ultimo numero del Settimanale, rinnovo l’invito a ringraziare la Santissima Trinità Misericordia, commemorando la vittoria pasquale di Cristo, che ci è stata proposta nella celebrazione della “settimana eucaristica pasquale”, dal 6 al 12 aprile, a partire dal Lunedì dell’Angelo fino alla domenica della divina Misericordia. Come sapete, si tratta di un invito pressante, raccomandato nella esperienza spirituale, raccolta nel santuario di Maccio di Villaguardia e che di nuovo raccomando alla generosità dei fedeli e allo zelo dei pastori nelle parrocchie o nel vicariato.

È una nuova offerta di salvezza destinata nel tempo a estendersi in tutta la Chiesa, iniziando dalla nostra diocesi, che è grata per questo privilegio, di cui non tutti si rendono ancora conto.

Rinnoviamo la nostra fiducia nella fecondità dei doni che Dio ci promette e realizza, i cui frutti risplendono attraverso la vita nuova di molti di noi, che hanno riconosciuto di essere

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