MediaWorld celebra i suoi 35 anni di presenza in Italia e svela ufficialmente il proprio piano di sviluppo strategico con traguardo al 2030. Il colosso internazionale dell’elettronica di consumo aveva fatto il suo esordio nel Paese nel lontano 1991, inaugurando il primo punto vendita a Curno, in provincia di Bergamo.
Oggi la rete commerciale dell’azienda è composta da 153 punti vendita distribuiti sul territorio nazionale, a cui si aggiungono 5 nuove aperture già programmate e definite entro la fine del quarto trimestre e ben 17 nuovi negozi previsti per il 2027. L’obiettivo dichiarato del management è quello di raddoppiare il ritmo complessivo dello sviluppo nei prossimi cinque anni.
Tra le tappe più vicine e significative spicca la data del 18 novembre a Milano, giorno in cui aprirà le porte un nuovo store caratterizzato dall’innovativo formato Smart all’interno della celebre piazza Gae Aulenti. Al centro della strategia aziendale, naturalmente, continua a esserci anche la crescita costante del canale digitale e di un ecosistema di servizi evoluti che spaziano dalla consulenza specialistica all’assistenza post-vendita, fino ad arrivare al digital retail media.
Tra le aree di business individuate come prioritarie per la crescita futura figurano il Marketplace, la divisione Services & Solutions, il Retail Media, il Retail-as-a-Service e lo sviluppo delle Private Label. Un ruolo sempre più centrale e trasversale sarà inoltre ricoperto dall’intelligenza artificiale, impiegata sia come strumento di guida interna sia per ottimizzare i diversi touchpoint di contatto con l’utente finale.
Il modello dei grandi marchi: il negozio fisico come hub di servizi
La rotta strategica tracciata da MediaWorld ricalca da vicino quella annunciata nei giorni scorsi da Unieuro (che si conferma leader italiano per numero di negozi) e, più in generale, il percorso intrapreso da tutti i grandi marchi storici dell’elettronica di consumo.
Il punto vendita fisico conserva un ruolo centrale e insostituibile, ma tende progressivamente a ridurre le metrature e a trasformarsi profondamente nella sua funzione originaria. Non più solo uno spazio dedicato alla mera vendita di prodotti, ma un vero e proprio hub esperienziale in cui ingaggiare il cliente attraverso servizi dedicati, assistenza tecnica avanzata, punti di pick-up per gli ordini effettuati online e molto altro.
La strategia dei formati di prossimità e il confronto con Unieuro
Un’analisi dettagliata del mercato evidenzia una particolarità strutturale tra i due giganti del settore: MediaWorld e Unieuro presentano infatti dimensioni profondamente diverse per quanto riguarda il numero complessivo dei negozi (153 contro oltre 400), ma registrano volumi di ricavi paragonabili, attestandosi rispettivamente a circa 2,4 miliardi di euro contro i 2,6 miliardi di Unieuro.
Questo divario di capillarità a parità di fatturato si spiega storicamente con il modello di business di MediaWorld, che ha sempre privilegiato un minor numero di punti vendita ma caratterizzati da metrature molto ampie (almeno 3.000 metri quadri), a fronte della rete molto più fitta e diffusa di negozi più piccoli targata Unieuro.
Proprio per questo motivo, lo sviluppo dei formati di prossimità — intensificato in modo marcato a partire dal 2020 — ha rappresentato un vero e proprio punto di rottura e di innovazione nella strategia commerciale di MediaWorld. Tra i più recenti esempi di questa evoluzione figurano i negozi con format Smart (con una superficie non superiore ai 400 metri quadri) inaugurati a Bergamo all’interno di ChorusLife e a Bolzano presso il Weltherpark. In aggiunta a ciò, il marchio ha impresso una forte accelerazione anche sugli investimenti legati al format Xpress, una formula intermedia tra la piccola e la grande dimensione che si concretizza quasi sempre nella formula dei negozi shop-in-shop inseriti all’interno delle Gallerie Bennet.
