I lavori del primo lotto per il maxi progetto di una cittadella del rugby e dello sport tra via Longoni e via Belvedere – stando ai documenti ufficiali – sono conclusi da oltre 8 mesi. Ma da allora, cioè dal 1° agosto 2025 a oggi, il nuovo manto in sintetico posato sul principale campo da rugby del centro sportivo non è mai stato calcato da nessuno e – tra fogliame, aghi e pigne accumultati al suolo in grandi quantità – in mezzo al verde tecnologico da centinaia di migliaia di euro già spunta persino l’insalatina matta (e naturale al 100%).


Stesso discorso per l’asfalto steso lungo l’ovale della pista rotellistica all’altro capo del centro: il manto nuovo, mai usato, è circondato tutto intorno da lavandini e ‘turche’ abbandonati, da ramaglie e materiali accatastati, da una generale sensazione di desolazione.

E, pure qui, allegre piantine crescono rigogliose in mezzo al nero bitume steso pochi mesi fa.


D’altronde non ci vuole molto a immortalare la situazione dell’area-rotelle anche stando comodamente nel parcheggio: la rete perimetrale è divelta quando non abbattuta in più punti, i buchi sparsi offrono panoramiche ampie, naturali e con viste a 360 gradi su ciò che è ancora quel pezzo di storia sportiva di Como.



Insomma, il primo lotto da complessivi 996mila euro totali (776mila Pnrr), di cui spesi in lavori 732mila, per la nuova cittadella del rugby di Como, dal punto di vista tecnico è effettivamente concluso; e il Comune lo ha ufficializzato con il certificato di regolare esecuzione del 2 aprile scorso. Ma il sogno di un vero, nuovo polo sportivo al Centro Belvedere sembra ancora piuttosto lontano dalla piena realizzazione.

D’altronde, tra il primo scarno lotto archiviato dall’amministrazione e il secondo (a sua volta diviso in due parti, con il 2A che prevede la realizzazione di un nuovo campo da rugby al posto di quello piccolo da calcio per gli allenamenti, e il 2B che prevede la riqualificazione degli spogliatoi, dei vialetti, delle aree verdi e la realizzazione di una palestra di arrampicata con spogliatoi, bar e area commerciale), si diceva, tra il primo passo e i teorici prossimi, ecco che il 26 novembre 2025 è piombata la mazzata dall’Autorità nazionale anticorruzione.


Autorità che – citiamo testualmente dalle sue pagine – ha parlato di “Affidamento illegittimo del Centro rugby. La società non poteva avere la concessione” dal Comune. Roba da far tremare i polsi, oggettivamente, per l’esito dell’intera ‘operazione Belvedere’. Ma dall’apocalittico giorno dell’Anac, di notizie certe su cosa stia accadendo e su cosa accadrà in quell’angolo di città si è saputo pochissimo. E quel poco lo potete ‘scoprire’ nelle altre foto di dettaglio inviate alla redazione che per ora fissano l’esatto contrario di un bel-vedere e tutt’altro che un polo sportivo del futuro in pieno sviluppo.


Sul destino dell’intera opera, dei prossimi lotti e dei fondi Pnrr, oggi ha parlato il sindaco Alessandro Rapinese, interpellato dalla redazione: “Non ci sono interruzioni nei lavori – ha precisato il primo cittadino – se in questo momento non si vedono uomini all’opera è perché siamo in una fase documentale, ovvero si stanno eseguendo alcuni passaggi formali necessari ma ripeto non c’è nessuno stop al cantiere. E per quanto ne posso sapere io – ad oggi – non ci sono rischi di perdere fondi Pnrr”.