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“Milano-Meda, sì a pedaggio ridotto ed esenzioni (non per tutti) poi il no al nostro documento. Che contraddizione”

“La maggioranza di centrodestra ha prima approvato un ordine del giorno che riconosce la necessità di ridurre fino ad azzerare il futuro pedaggio della Milano-Meda per alcune categorie di utenti e poi ha respinto la proposta del Partito Democratico che chiedeva di affrontare in modo chiaro e strutturale lo stesso problema. Una contraddizione evidente, che merita di essere spiegata ai cittadini.”

A dichiararlo sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Angelo Orsenigo e Gigi Ponti, commentando l’esito del voto sugli ordini del giorno collegati all’aggiornamento del Piano regionale della mobilità e dei trasporti.

Approvato l’OdG della Lega, bocciata la proposta del PD

Nel corso della discussione, il Consiglio regionale della Lombardia ha dapprima approvato l’ordine del giorno presentato dal capogruppo della Lega, che impegna la Giunta a verificare la possibilità di ridurre il pedaggio e di introdurre esenzioni totali per utenti sistematici, pendolari e cittadini che utilizzano la Milano-Meda per gli spostamenti locali.

Successivamente, la stessa maggioranza ha invece respinto l’ordine del giorno del Partito Democratico, che chiedeva di affrontare il tema del pedaggio sulla futura tratta B2 di Pedemontana e di tutelare cittadini, pendolari e attività economiche dei territori coinvolti.

“Il paradosso del centrodestra sul pedaggio della Milano-Meda”

“Il paradosso è tutto qui — affermano Orsenigo e Ponti. Prima la maggioranza approva un documento che riconosce la necessità di attenuare significativamente, fino ad azzerarlo per alcune categorie di utenti, l’impatto economico del pedaggio. Poi boccia la proposta del Partito Democratico che chiedeva di affrontare proprio quel problema. In altre parole, la Lega mette nero su bianco che il pedaggio rischia di essere così penalizzante da richiedere esenzioni e azzeramenti per pendolari e utenti locali, ma quando si tratta di assumere una posizione politica chiara il centrodestra si tira indietro. Se il pedaggio è una scelta giusta, perché si arriva a ipotizzare l’azzeramento per migliaia di utenti? Se invece occorre azzerarlo per pendolari e residenti, allora qualcuno dovrebbe spiegare ai cittadini perché viene bocciata una proposta che chiede di affrontare esattamente questa criticità”.

Secondo Orsenigo e Ponti “una posizione talmente contraddittoria da risultare incomprensibile. Prima si ammette il problema, poi si boccia chi lo denuncia. Prima si riconosce che il pedaggio avrà un impatto economico rilevante sui territori, poi si respinge ogni tentativo di dare una risposta politica a quella stessa preoccupazione.”

Petizione e mobilitazione: mancato il confronto con la Regione

Ponti e Orsenigo ricordano inoltre come da mesi chiedano un confronto con la Regione Lombardia senza aver ricevuto risposte concrete: “Parliamo di una mobilitazione che ha raccolto decine di migliaia di firme e coinvolto amministrazioni comunali, categorie economiche e realtà del territorio. Da mesi chiediamo un incontro al Presidente Attilio Fontana e continuiamo a non ricevere risposte. Eppure, il tema riguarda centinaia di migliaia di cittadini, lavoratori e imprese delle province di Monza e Brianza, Como e dell’area nord di Milano.”

Effetti di Pedemontana sulle tratte B2 e C: l’appello a Fontana

Il voto di oggi, secondo i due esponenti Pd, assume un significato ancora più grave perché arriva dopo mesi di richieste al Presidente Fontana rimaste senza risposta per discutere delle conseguenze che il pedaggio avrebbe sulla viabilità locale.

“Finora abbiamo ricevuto soltanto silenzi — concludono i consiglieri dem. Prima si evita il confronto, poi si approva un ordine del giorno che ammette la necessità di ridurre o addirittura azzerare il pedaggio per migliaia di utenti e infine si boccia la proposta che chiede di affrontare in modo chiaro questa criticità. È un metodo che consideriamo profondamente sbagliato. Il voto certifica una cosa: anche la maggioranza sa che il pedaggio sulla Milano-Meda rischia di avere effetti pesanti sul territorio. La differenza è che noi lo diciamo apertamente e chiediamo una soluzione chiara, mentre il centrodestra continua a rinviare e a rifugiarsi in formule ambigue. Se la Regione ritiene davvero che questa sia una scelta sostenibile, abbia almeno il coraggio di confrontarsi con i territori che ne subiranno le conseguenze. Continuare a sottrarsi al dialogo non è più accettabile.”

Qui sotto, la lettera inviata al Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana il 1° ottobre 2026, con cui i consiglieri regionali del PD hanno richiesto l’apertura di un confronto istituzionale sul tema del pedaggio della Milano-Meda e sulle ricadute della realizzazione delle tratte B2 e C di Pedemontana.

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