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Per chi vuole lavorare (e guadagnare bene) in Lombardia: 6 aziende su 10 prevedono di assumere nel 2026

In un mercato del lavoro sempre più dinamico con quasi 6 aziende su 10 in Lombardia che prevedono un aumento dell’organico nei prossimi 12 mesi – per i lavoratori si aprono nuove opportunità. Qual è l’effetto di questo scenario che aumenta il desiderio di mobilità: 4 dipendenti su 10 in Lombardia si dichiarano pronti a cambiare azienda entro un anno, anche con l’obiettivo di migliorare le proprie condizioni economiche.

La retribuzione resta infatti un tema centrale: la RAL media annuale di Milano è di 59.930 euro, sensibilmente superiore alla media nazionale di 56.360 euro, ma sei lavoratori su dieci della regione (60%) la considerano non adeguata alle responsabilità ricoperte. Inoltre, guardando alla propria esperienzai professionisti confermano che il principale modo per aumentare la propria retribuzione è quello di cambiare l’azienda (25%), e nella scelta, contano sempre di più i benefit.

È la fotografia emersa dal report annuale Hays Salary Guide 2026 presentato oggi da HAYS Italia durante un evento dedicato, con l’obiettivo di monitorare i principali trend del mercato del lavoro in Italia per l’anno 2025 e le aspettative per il 2026. L’indagine è stata condotta su un campione di circa milletrecento intervistati tra colletti bianchi e aziende, di diversi settori. A partire da questi dati, è stata poi elaborata una panoramica di approfondimento dedicata alla Regione Lombardia, estrapolando le evidenze più rilevanti emerse dall’analisi complessiva. È un segnale chiaro per le imprese: oggi l’attrattività non si gioca solo sul salario, ma su un’offerta complessiva che valorizzi crescita interna, retribuzione e i benefit in modo coerente con le aspettative delle persone.

 Il 2026 non sarà un anno di attesa, ma di scelte strategiche. – commenta Chris Dottie, Managing Director di Hays Italia – In un mercato del lavoro in cui le persone valutano sempre più il pacchetto complessivo — retribuzione, benefit, qualità dell’ambiente e contenuto del ruolo — le aziende devono agire su tre fronti: trasparenza salariale, per prepararsi alla nuova normativa e rafforzare fiducia ed equità; sviluppo delle competenze, per colmare gli skill gap con percorsi chiari di crescita; e Intelligenza Artificiale, da integrare in modo responsabile per aumentare produttività e valore. Allo stesso tempo, diventa essenziale costruire percorsi di crescita chiari e sostenibili, valorizzare correttamente l’impegno richiesto e creare contesti inclusivi e flessibili. Oggi attrarre e trattenere talenti significa investire in persone, competenze e cultura: chi anticipa il cambiamento lo trasforma in un vantaggio competitivo”.

 Mobilità e retribuzioni: 4 professionisti su 10 disposti a cambiare, ma per la metà i percorsi di crescita non sono definiti

Sul fronte retributivo, la Hays Salary Guide 2026 conferma che per molti professionisti della Lombardia l’aumento passa ancora dalla mobilità: la principale motivazione legata all’incremento dello stipendio – anche in Lombardia – è infatti il cambio di azienda (25%). Guardando al 2026, la mobilità resta un’opzione concreta per una quota rilevante di professionisti (39%), un dato inferiore a quello nazionale solo di pochi punti percentuali (44%). Questo anche perché, sul fronte dei percorsi di carriera aziendale, la metà dei rispondenti i meccanismi di crescita interna delle aziende della regione risultano ancora poco chiari o poco strutturati: nel 28% dei casi manca del tutto una struttura di promozione definita, mentre il 22% non è neanche a conoscenza di come vengano gestite le promozioni.

Sul piano dei livelli retributivi, per quanto riguarda il capoluogo della regione, la RAL media rilevata a Milano è pari a 59.930 eurosuperiore alla media nazionale che si attesta a 56.360 euro. Per esperienza, la retribuzione cresce progressivamente: si parte da 42.990 euro per profili con 2–5 anni di esperienza, si sale a 62.750 euro nella fascia 5–10 anni e si arriva a 85.460 euro oltre i 10 anni.

Benefit: elemento sempre più rilevante dell’offerta complessiva.

Tra i fattori più importanti nella scelta di un nuovo ruolo per i professionisti della Lombardia emerge il pacchetto di benefit (56%), a conferma del peso crescente di questo elemento nella valutazione delle opportunità professionali. A fronte di questa aspettativa, tra i benefit più frequentemente offerti dalle aziende della regione spiccano i buoni pasto, seguiti da lavoro flessibile e assistenza sanitaria, oltre all’auto aziendale (o indennità auto).

Accanto ai benefit, i lavoratori indicano come rilevanti anche altri elementi nella scelta di una nuova opportunità, come un buon ambiente di lavoro (46%), l’opportunità di lavorare in ruoli o progetti stimolanti (45%) e la possibilità di lavoro da remoto (38%).

Competenze: lo skill gap è condiviso, ma lavoratori e aziende non si incontrano ancora

Sul tema competenze emerge un disallineamento tra bisogni percepiti dai professionisti e risposte messe in campo dalle aziende. Il 46% dei lavoratori in Lombardia riconosce di avere competenze utili, ma di avere la necessità di aggiornarsi, trovando però poco supporto dal proprio datore di lavoro. Anche le aziende confermano il gap di competenze: quasi tutte le aziende lombarde -come quelle nazionali- ne hanno riscontrato uno negli ultimi 12 mesi. Per affrontarlo, indicano di offrire principalmente programmi di formazione interna o workshop, insieme a piattaforme di apprendimento online.

Continua l’aumento di utilizzo di Intelligenza Artificiale: ma serve formazione

L’Intelligenza Artificiale entra sempre più nelle attività quotidiane e viene percepita prevalentemente come una leva di supporto. Tra i professionisti, il 58% dei lombardi dichiara di utilizzarla regolarmente sul lavoro, un dato sensibilmente superiore alla media nazionale del 52%. I vantaggi percepiti sono soprattutto maggiore produttività ed efficienza (67%), supporto nell’analisi dei dati (48%) e creatività/generazione di idee (38%). Un approccio complessivamente positivo che si riflette anche nella disponibilità a formarsi: il 73% sarebbe disposto a partecipare a workshop o corsi di formazione in IA.

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