Nuova fumata nera per il futuro del Politeama di Como anche se il sindaco Alessandro Rapinese – nelle stesse ore in cui perdeva un’altra consigliera comunale ed era molto impegnato sulle sue pagine social – si è “casualmente dimenticato” di dirlo: non lo straccio di un comunicato diretto da Palazzo Cernezzi per una delle questioni più scottanti per l’amministrazione e sbandierata infinite volte negli anni scorsi come un successo pressoché sicuro.
Ad ogni modo: l’asta per l’ex cineteatro situato tra viale Cavallotti e piazza Cacciatori delle Alpi si è conclusa senza alcuna offerta. Nonostante l’importanza storica e architettonica dell’immobile, nessun acquirente si è fatto avanti per rilevare la struttura, chiusa ormai da oltre vent’anni.
Il valore dell’immobile: base d’asta da 3,8 milioni
Il prezzo fissato dalle perizie per il complesso monumentale era di 3 milioni e 820mila euro. Una cifra che riflette non solo la volumetria dell’edificio, ma anche il suo inestimabile valore storico. Tuttavia, l’onere economico e la complessità degli interventi di restauro necessari sembrano aver frenato i potenziali investitori.
Un gioiello architettonico firmato Federico Frigerio
Inaugurato nel 1910, il Politeama rappresenta un pezzo fondamentale dell’identità urbana di Como. Fu la prima costruzione in città realizzata in calcestruzzo armato, un’innovazione per l’epoca. Il progetto porta la firma dell’illustre architetto Federico Frigerio, celebre per aver realizzato il Tempio Voltiano e per aver curato la ricostruzione della cupola del Duomo di Como dopo l’incendio del 1935.
Dal Comune alla vendita: i motivi dell’asta
Il Comune di Como era diventato unico proprietario della struttura alla fine del 2022. Sebbene l’intenzione iniziale della giunta fosse quella di procedere con un recupero pubblico, l’amministrazione ha poi innestato una clamorosa retromarcia a metà mandato decidendo per la vendita a causa dei costi di restauro eccessivamente elevati, ritenuti improvvisamente insostenibili per le casse comunali (eppure noti da anni). Alla fine, asta flop e si ricomincia da zero.
Il destino del Politeama resta ora incerto, in attesa di capire se il prezzo verrà ribassato in una successiva convocazione d’asta.