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Rapinese al Tar per abbattere i ciliegi, le repliche: “Trascina lo Stato in Tribunale, vendetta e spesa surreale”

Dopo l’ennesima contromossa del sindaco di Como Alessandro Rapinese, che ha impugnato davanti al Tar il parere con cui la Soprintendenza aveva salvato i ciliegi di via XX Settembre lo scorso 5 febbraio, il comitato a difesa degli alberi storici, Forza Italia e l’associazione Nova Como non intendendono mollare il colpo. E oggi hanno replicato a tono.

“Il sindaco Rapinese ha sempre sostenuto che la Soprintendenza fosse la Bibbia – esordisce Sergio Gaddi, consigliere regionale forzista da sempre in prima linea sulla vicenda – Evidentemente solo quando i pareri piacciono a lui. Trascinare lo Stato in tribunale per la vicenda di via XX Settembre è qualcosa di incredibile, anche in relazione ai normali e necessari rapporti istituzionali nell’interesse della città. E’ un comportamento capriccioso e inspiegabile, ed è la controprova che la guerra contro i poveri ciliegi tanto amati dai cittadini è solo ed esclusivamente una questione personale e una vendetta illogica del sindaco”.

A Gaddi si affianca Teresa Minniti, vicepresidente di Nova Como: “Rapinese riapre una vicenda ormai chiusa trascinando lo Stato in tribunale per la sua personale battaglia contro ciliegi e cittadini. Nel frattempo, tace sulle centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici spesi per le innumerevoli cause legali che puntualmente perde. Fondi che avrebbero potuto essere impiegati anche per affrontare il degrado del verde urbano, magari piantando i suoi adorati peri nelle centinaia di aiuole vuote sparse per la città”.

Battagliera anche Giorgia Merlini, portavoce del Comitato a difesa dei ciliegi di via XX Settembre: “Una vicenda del tutto surreale. Il sindaco Rapinese prima rifiuta il confronto con la Soprintendenza, poi ha il coraggio di accusare noi residenti per lo spreco di 8mila euro per la messa in vivaio dei peri — dimenticando che l’intera bagarre nasce da un progetto da 137mila per abbattere alberi sani. E come se non bastasse, ecco la ciliegina sulla torta: ulteriori spese per un ricorso che è frutto della sua fissazione personale. Un comportamento indegno da parte di un rappresentante dei cittadini”.

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