Da oggi, lunedì 30 marzo 2026, entra ufficialmente in vigore la nuova normativa che proibisce l’uso di dispositivi mobili — inclusi smartphone, smartwatch e tablet — all’interno delle scuole dell’obbligo ticinesi. La decisione, ratificata dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) lo scorso 20 marzo, rappresenta l’atto finale di un articolato processo di consultazione che ha visto coinvolti il mondo dell’insegnamento, la politica e le rappresentanze dei genitori.
Il divieto oltre l’aula: coinvolte anche gite e uscite didattiche
Un aspetto cruciale della riforma riguarda l’estensione del divieto: la norma non si limita alle aule o al sedime scolastico, ma si applica integralmente anche alle gite di studio, alle settimane bianche e alle settimane verdi.
Un ritorno all’era analogica: l’impatto su allievi e famiglie
Si tratta di un cambiamento radicale che riporta la scuola a una dimensione analogica tipica di qualche decennio fa. Se per gli studenti dell’ordinamento medio significa rinunciare a TikTok, Spotify e videogiochi, per i genitori la sfida è l’accettazione di una mancata reperibilità immediata dei figli tramite messaggistica istantanea.
Tuttavia le Direzioni manterranno una certa libertà decisionale per adattare la norma alle specificità delle escursioni.
Gestione delle emergenze e socializzazione
In caso di urgenza, il canale di comunicazione non si interrompe: i docenti accompagnatori diventeranno l’unico punto di riferimento per i contatti tra scuola e famiglia. L’obiettivo dichiarato dal Dipartimento è incentivare la socializzazione diretta:
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Riscoperta dei giochi di società (come le classiche partite a Uno).
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Incremento dell’interazione tra compagni durante i viaggi in torpedone.
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Sviluppo di competenze trasversali in assenza di distrazioni digitali.