Il sistema sanitario elvetico si trova ad affrontare quella che l’Associazione svizzera degli infermieri (SBK) definisce la più grave penuria di personale mai registrata nel mercato del lavoro nazionale. Nonostante il numero di professionisti attivi abbia raggiunto i massimi storici, la carenza di infermieri specializzati è arrivata a livelli critici, mettendo sotto pressione ospedali e case di cura.
I dati dell’Obsan: la dipendenza dai diplomi esteri
Secondo un’analisi del Tages-Anzeiger basata sui dati dell’Osservatorio svizzero della salute (Obsan), l’apporto di personale straniero è diventato strutturale per la tenuta del sistema. Ad oggi, un terzo degli infermieri attivi nella Confederazione ha conseguito il diploma fuori dai confini nazionali. La situazione è ancora più marcata nei cantoni di frontiera: a Ginevra, Neuchâtel e Vaud, oltre la metà del personale sanitario è di origine estera.
Esplosione dei posti vacanti: i numeri della crisi
Il paradosso del 2024-2025 vede una crescita contemporanea sia degli occupati che delle posizioni scoperte. Nel corso del 2024 (ultimi dati disponibili e in crescita), sono stati pubblicati oltre 137 mila annunci nel settore infermieristico. La pressione è aumentata drasticamente negli ultimi cinque anni:
Il calo dei frontalieri: un’inversione di tendenza storica
A complicare il quadro interviene un dato inedito: per la prima volta si registra un saldo negativo tra entrate e uscite dei lavoratori frontalieri. I Paesi limitrofi (Francia, Germania, Austria e Italia) hanno iniziato a investire pesantemente per trattenere il proprio personale con salari più competitivi e migliori condizioni di lavoro. Di conseguenza, la disponibilità a trasferirsi o a pendolare verso la Svizzera è drasticamente diminuita. Una situazione che fa sempre più riflettere sulla tassa sulla salute. Se e quando verrà applicata, riuscirà a trattenere personale sanitario in Italia ?
Dal reclutamento nell’Europa orientale ai “deserti medici”
Per compensare la mancanza di infermieri con formazione superiore (HF/FH), gli ospedali svizzeri hanno esteso il raggio d’azione del reclutamento verso l’Europa orientale. Tuttavia, questa strategia genera pesanti conseguenze nei Paesi d’origine.
In Moldavia, ad esempio, l’emigrazione di massa del personale sanitario ha creato veri e propri “deserti medici” nelle zone rurali, con un’aspettativa di vita che ristagna intorno ai 70 anni. I giovani professionisti vengono spesso intercettati già durante gli studi da agenzie specializzate che offrono corsi di lingua e contratti pronti per l’estero, svuotando di fatto le infrastrutture sanitarie locali.
Le cause dell’abbandono: burnout e part-time
Il lavoro infermieristico, descritto come estremamente logorante dal punto di vista fisico e psicologico, spinge molti professionisti a rifugiarsi nel part-time o ad abbandonare definitivamente la carriera. Il ricambio generazionale non riesce a coprire le uscite, rendendo necessari interventi urgenti sulle condizioni salariali e sulla qualità della formazione per evitare il collasso del settore.