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Idea anti-frontalieri dello shopping: un bonus fiscale per chi spende in Ticino

Un aiuto concreto per il ceto medio e per i negozi di vicinato, pensato per fare in modo che i soldi spesi dai cittadini restino all’interno del cantone. È questo il cuore di una nuova proposta lanciata in Ticino.

I Giovani del Centro hanno depositato un’iniziativa parlamentare generica che punta a dare una spinta all’economia locale. Come funziona? L’idea è di permettere a ogni lavoratore dipendente di destinare fino al 5% del proprio stipendio (la stessa regola varrebbe per i redditi dei lavoratori indipendenti), ponendo però un tetto massimo di 5 mila franchi. In cambio, chi aderisce riceve un vantaggio fiscale calcolato direttamente sulla cifra che spende all’interno del territorio ticinese.

Gli obiettivi: aiutare le famiglie e rilanciare il commercio

Secondo i promotori, la misura ha due scopi principali. Da un lato c’è la volontà di sostenere le famiglie e il ceto medio; dall’altro, si vuole evitare che i consumi finiscano fuori cantone o all’estero, spingendo invece i cittadini a comprare nelle attività ticinesi. Il meccanismo crea un vantaggio reciproco: il cittadino ottiene uno sconto sulle tasse, mentre i commercianti e le piccole e medie imprese locali possono contare su nuovi incassi.

Un esempio pratico e le simulazioni economiche

Anche se la proposta è per ora generica e rimanda ai prossimi approfondimenti istituzionali la definizione di tutti i dettagli tecnici e la verifica della sostenibilità economica per lo Stato, i Giovani del Centro hanno voluto fare degli esempi concreti per spiegare l’impatto della misura:

  • Il calcolo per un lavoratore: Prendendo come riferimento uno stipendio annuo lordo di 50 mila franchi, la somma destinata al sistema ticinese sarebbe pari a 2.500 franchi. Questa cifra verrebbe spesa direttamente presso gli esercenti del territorio che aderiscono all’iniziativa.

  • Il ritorno fiscale: In cambio di quella spesa, il consumatore otterrebbe un credito d’imposta del 25%, che nel caso specifico dell’esempio corrisponde a 625 franchi.

  • La simulazione in grande scala: Se l’iniziativa registrasse una partecipazione del 100% dei lavoratori ticinesi (stimati in circa 170 mila persone), l’economia del cantone vedrebbe una spesa aggiuntiva di ben 850 milioni di franchi. A fronte di questo boom per i negozi, il costo totale per le casse pubbliche — sotto forma di crediti d’imposta rimborsati — si aggirerebbe sui 212,5 milioni di franchi.

Ora la palla passa alle istituzioni. Come hanno sottolineato la presidente dei Giovani del Centro, Giovanna Pedroni, e il vicepresidente, Luca Taglialatela, spetterà agli uffici competenti del Consiglio di Stato valutare con attenzione la sostenibilità finanziaria della proposta.

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