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“Tra violenze reali e fake news, il risultato c’è già: seminare terrore e intimidire, ma Como non si piega”

“Il risultato è già stato ottenuto: seminare terrore”. Il presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Stefano Molinari, ha preso una pubblica posizione dai toni decisamente duri sulle devastazioni già avvenute in diverse città italiane e minacciate, almeno via chat e social, anche per Como il prossimo sabato 24 ottobre.

“Quello che è accaduto a Milano, con gli scontri, le devastazioni e le violenze, è già gravissimo — premette Molinari — Ma quello che sta accadendo a Como, dopo la diffusione di messaggi e chat sui social, è altrettanto inquietante e non può essere liquidato come una bravata da ragazzini.”

Chat e social network: minacce di devastazione e psicosi collettiva

“Nelle chat si è inneggiato alla distruzione della nostra città. E sui telefoni di tantissimi giovani sono circolati messaggi agghiaccianti che annunciavano presunti stupri di massa ai danni delle studentesse. Sia chiaro: le notizie sugli stupri di massa sono state smentite dalle verifiche delle autorità. Ma questo non cancella ciò che è accaduto dopo.”

Molinari riferisce anche di aver “ascoltato alcune giovani studentesse comasche. Mi hanno raccontato la paura, l’angoscia, il timore di uscire di casa e di prendere i mezzi pubblici per andare a scuola. E le cronache locali confermano che in diversi istituti si sono registrate assenze superiori alla norma“.

Studentesse terrorizzate e assenze a scuola: le conseguenze dell’allarme

Da qui la riflessione ulteriore del dirigente politico: “Fermiamoci un momento a riflettere. Ragazze che rinunciano ad andare a scuola perché hanno paura di essere aggredite. Famiglie costrette a cambiare abitudini. Giovani che si organizzano per non viaggiare da sole. È questo il risultato che stiamo producendo?”

Secondo il dirigente di FdI, “chi diffonde messaggi del genere, chi invoca devastazioni, chi minaccia violenze sessuali o alimenta deliberatamente il panico deve rendersi conto della gravità delle proprie azioni. Perché, anche quando una minaccia si rivela falsa, la paura che genera può essere terribilmente reale.”

Molinari (FdI): “È terrorismo psicologico, non una ragazzata”

“E quando si riesce a intimidire una comunità al punto da condizionare la libertà di movimento e il diritto allo studio delle ragazze, si è già ottenuto un risultato inaccettable: si è seminato il terrore. Un effetto che, per le sue conseguenze intimidatorie, richiama una logica di terrorismo psicologico. Senza confondere questa definizione con quella giuridica di terrorismo, ma senza neppure minimizzare ciò che è successo. Non accetto che tutto questo venga derubricato a una ragazzata, a uno scherzo di cattivo gusto o all’ennesima follia dei social.”

Sicurezza a Como e intervento delle forze dell’ordine

“La libertà non può essere ostaggio di bande di violenti, di aspiranti devastatori e di chi si diverte a terrorizzare le ragazze — conclude Molinari — Como non si tocca. Le nostre ragazze non si intimidiscono. La paura non può diventare la regola. Sono certo che le forze dell’ordine sapranno individuare chi ha organizzato le chiamate alla devastazione e chi ha diffuso consapevolmente minacce e falsi allarmi, accertando le singole responsabilità. Sono altrettanto certo che le istituzioni faranno tutto ciò che è necessario per garantire sicurezza alle famiglie e tranquillità alle studentesse.”

La risposta delle istituzioni: “Nessuna indulgenza verso la violenza”

“La risposta deve essere ferma, senza ambiguità e senza giustificazioni — conclude Molinari — Perché una cosa deve essere chiara a tutti: in una società civile nessuno può arrogarsi il diritto di terrorizzare una ragazza, impedirle di andare a scuola o farle credere che uscire di casa significhi mettere a rischio la propria incolumità. Su questo non ci possono essere distinguo, indulgenze o silenzi.”

“La violenza non è ribellione. La devastazione non è libertà. Il terrore non è una bravata. E Como non deve piegarsi alla paura.”

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