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Un tratto dell’attuale Milano-Meda
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Tremano i comuni sulla strada che diventerà a pedaggio: caso simile in Lombardia, ingorghi per evitare il pagamento

Il caso bresciano della Corda Molle si trasforma in un monito silenzioso, ma assordante, per il futuro della Pedemontana. Se il buongiorno si vede dal mattino, il passaggio al sistema a pagamento rischia di ridisegnare la mappa del traffico lombardo, non nelle corsie preferenziali, ma nel cuore dei centri abitati.

Il “caso Brescia”: quando il pedaggio sposta il traffico

Dallo scorso primo marzo, il raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari (la celebre Corda Molle) è diventato ufficialmente a pedaggio. Il risultato? Un immediato “tuffo nel passato” per la viabilità locale. Come riportato da Bresciaoggi, la prima settimana lavorativa ha confermato i timori peggiori: pur di evitare il “balzello”, migliaia di automobilisti e autotrasportatori si sono riversati sulla viabilità secondaria.

Le criticità maggiori si sono registrate in punti nevralgici:

  • Capriano del Colle e Azzano Mella: code chilometriche sulla Quinzanese durante le ore di punta, scene che non si vedevano da anni.

  • Borgosatollo e Castenedolo: traffico in tilt e rallentamenti pesanti.

  • SS45 bis e SP668 Lenese: un’invasione di mezzi pesanti diretti verso Montichiari, che sta mettendo a dura prova la tenuta delle provinciali.

L’ombra sulla Milano-Meda: l’incubo dei sindaci

Questo scenario rappresenta una prova generale di quanto potrebbe accadere in un altro angolo strategico della Lombardia: il tratto della Pedemontana che trasformerà l’attuale superstrada Milano-Meda in autostrada.

Da tempo, i sindaci dei comuni brianzoli che si affacciano sulla tratta lanciano l’allarme. La preoccupazione è univoca: il rischio di un esodo di massa verso la viabilità ordinaria. Se la superstrada (oggi gratuita) diventerà un’arteria a pagamento, il traffico di pendolari e camion si riverserà inevitabilmente nelle strade cittadine, intasando i centri abitati e aumentando i livelli di inquinamento locale.

Conclusione: un equilibrio difficile tra infrastrutture e costi

L’esperienza della Corda Molle dimostra che l’introduzione di un pedaggio su tratte storicamente gratuite non è mai un’operazione neutra. Senza adeguate contromisure o agevolazioni, il rischio è quello di costruire “cattedrali nel deserto” (o meglio, nell’asfalto) mentre la viabilità quotidiana dei cittadini collassa sotto il peso di un traffico insostenibile.

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