Una scarpa che si rompe durante la maratona ieri a New York, il gesto meraviglioso di uno spettatore che mette a diposizione le sue Nike e un video che in poche ore ha superato il milione di visualizzazioni. Protagonista di questa bella storia di sport e generosità è il comasco Roberto Bandirali, nome noto in città per essere stato, negli anni Novanta, difensore nel Como dopo essere cresciuto nelle giovanili del Milan e appassionato oggi dirigente e allenatore della Cittadella 1945.

A raccontare quanto è successo, catturato da un video rilanciato dalla pagina Facebook What IS New York, è lo stesso Bandirali che abbiamo rintracciato mentre è ancora nella Grande Mela in attesa di tornare a Como nei prossimi giorni: “Eravamo appena partiti dal ponte Verrazzano e, dopo qualche passo, nella calca ho sentito qualcuno che mi prendeva il tallone della scarpa inavvertitamente. Ho subito controllato che fosse tutto a posto perché mi sembrava che ci fosse qualche difficoltà nell’appoggio, ma non ho visto nulla e ho proseguito – racconta – al diciassettesimo chilometro, però, appena sono ripartito dopo aver bevuto al punto di ristoro, la suola della scarpa si è staccata completamente”.
Ma se in molti, a quel punto, avrebbero gettato la spugna ritirandosi dalla gara, lui invece ha deciso di giocarsi il tutto per tutto per trovare una soluzione, anche la più improbabile: “Il team dell’assistenza ha provato a mettermi una sorta di laccio per tenere attaccata la scuola, ma purtroppo dopo pochi metri si è staccata di nuovo – prosegue – mancavano ancora 25 chilometri e ho pensato che, costi quel che costi sarei andato avanti anche camminando o senza scarpe. Allora ho pensato di chiedere se qualcuno del pubblico avesse voglia di prestarmi le sue scarpe, ho chiesto a circa una ventina di persone ma nessuno, prevedibilmente, ha accettato”.
Finché un ragazzo si è tolto le scarpe che indossava e si è fatto avanti: “Dopo due chilometri camminando e chiedendo a chiunque avesse un piede simile al mio, si è fatto avanti questo ragazzo che mi ha dato le sue scarpe, praticamente nuove – racconta Bandirali – gli ho detto che ci saremmo rivisti all’arrivo, a Central Park, per restituirgliele e sono ripartito”.

Con i piedi che bruciavano in un paio di scarpe non sue, ma con le suole finalmente integre, l’atleta comasco è riuscito a raggiungere il traguardo in un tempo sorprendente, viste le difficoltà incontrate: “Il mio obiettivo era di finire la gara in tre ore e trenta, l’ho conclusa in tre ore e cinquantadue, quindi direi che sono più che soddisfatto del risultato”.

E il proprietario delle scarpe? “L’ho aspettato a lungo all’arrivo, ma non si è presentato – racconta – poi mia moglie ha trovato il video pubblicato online, così ho subito commentato per provare a rintracciarlo e ringraziarlo di nuovo e ci siamo sentiti, ma non ha voluto indietro le sue scarpe spiegandomi che anche lui corre ed è stato felice di aiutarmi”.
Così tra qualche giorno Roberto Bandirali tornerà a Como con la sudatissima medaglia, un paio di scarpe che ha salvato un sogno preparato da mesi e una bellissima storia da raccontare.
