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Attualità, Politica

Como, Ilaria Salis in oratorio da Don Giusto e scoppia la polemica: “Coinvolta nella violenza politica, intervenga il vescovo”

L’europarlamentare di Avs Ilaria Salis sarà a Como ospite della parrocchia di Don Giusti a Rebbio per parlare di carcere. L’annuncio era arrivato qualche giorno fa:

Dimensione carcere. Dalla negazione dei diritti alla responsabilità comune

Venerdì 20 febbraio alle 20,30 nel Salone dell’Oratorio di Rebbio in via Lissi 11 a Como. All’inziativa, organizzata da Attivisti di Como parteciperà la parlamentare di Avs Ilaria Salis, eletta nella Circoscrizione che comprende Como dove particolarmente grande è stato l’impegno di partiti, associazioni e singole persone per sostenere la sua lotta contro il fascismo e per i diritti. Salis, impegnata da quando è sata eletta in tante ispezioni nelle carceri e nel Cpr che hanno permesso di svelare reati e iregolarità parlerà delle Visite ispettive come strumento di garanzia democratica. L’iniziativa sarà aperta da Francesca Lilia, attivista. Seguiranno gli interventi di Paolo Bellati, scrittore, Restituire identità e voce attraverso la narrazione, don Giusto Della Valle, parroco Rebbio e Camerlata, Carcere e territorio: la sfida dell’accoglienza, Laura Molinari, Presenza del terzo settore presso la casa circondariale, Lucas Radice, Avs, L’impegno politico per la dignità delle persone detenute.

Oggi però Fratelli d’Italia interviene duramente:

Fratelli d’Italia esprime forte contrarietà alla scelta di ospitare venerdì sera, nel salone parrocchiale di Rebbio, l’europarlamentare Ilaria Salis per un dibattito sul carcere su invito di don Giusto della Valle.

Non si tratta di una semplice esponente politica controversa, ma di una persona arrestata a Budapest con accuse di aggressioni organizzate ai danni di cittadini di idee politiche opposte, lesioni aggravate e partecipazione a un gruppo strutturato per compiere atti violenti. Secondo le autorità ungheresi, azioni pianificate e coordinate, potenzialmente idonee a mettere a rischio l’incolumità delle vittime.

La violenza politica è un male assoluto che ha segnato tragicamente la storia italiana e che deve essere condannato sempre, senza doppi standard. A maggior ragione in un momento in cui l’Europa è scossa dall’uccisione del giovane Quentin a Lione da parte di soggetti riconducibili all’area dell’antifascismo militante.

Per Fratelli d’Italia è inopportuno ospitare in una parrocchia una figura coinvolta in vicende di violenza politica. Un oratorio è un luogo educativo, non una tribuna ideologica. Non è la prima iniziativa di questo tenore: poche settimane fa il salone parrocchiale ha ospitato una “risottata antifascista” per sostenere spese legali legate a manifestazioni politiche ProPal.

La libertà di parola non è in discussione, ma una parrocchia deve essere casa di tutti e non spazio ideologizzato. Per questo chiediamo al Cardinale Oscar Cantoni una riflessione su quanto sta accadendo.

Stefano Molinari
Presidente provinciale Fratelli d’Italia

Alessandro Nardone
Coordinatore cittadino Fratelli d’Italia

Poi è arrivata una nota della Lega:

Dalla stampa – dichiarano Paolo Muttoni (Coordinatore della Lega Giovani Cumasch) e Matteo Mauri (Coordinatore della Lega Giovani Lombardia) – apprendiamo che venerdì a Como arriverà Ilaria Salis per partecipare a un dibattito sul carcere. Europarlamentare, sottratta all’estradizione in Ungheria grazie all’elezione a Strasburgo, vicina agli ambienti antagonisti, legata in passato alle occupazioni abusive e protagonista di vicende giudiziarie anche gravi per episodi di violenza a sfondo politico.
Un’inchiesta – ricordano Muttoni e Mauri – pubblicata da “Il Giornale” il 10 febbraio scorso ricostruisce i precedenti del 2014-2015 e riporta come il suo nome compaia in documenti dell’antiterrorismo milanese quale soggetto “particolarmente impegnato” nell’area No Tav e indicato come “raccordo” tra detenuti ed esterni.
È grave – attaccano Muttoni e Mauri – che, in un momento storico in cui il tema dei sabotaggi alle infrastrutture ferroviarie e delle tensioni nelle piazze è tornato di stretta attualità, venga dato spazio a una figura con questo retroterra politico e militante.
Ci si chiede quale messaggio educativo possa trasmettere ai giovani una persona che ha sostenuto pubblicamente l’abolizione del carcere, l’occupazione delle case sfitte e posizioni apertamente ostili alle forze dell’ordine. Ancora più sorprendente è che tutto questo avvenga in un oratorio, su iniziativa di don Don Giusto Della Valle.  Gli oratori – concludono – sono luoghi di formazione e responsabilità, non palcoscenici per legittimare visioni radicali che negli anni hanno alimentato tensioni e scontri nelle piazze italiane.

 

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