“Confermo che tra i nomi dei papabili candidati sindaco per le elezioni del 2027 il mio non ci sarà”. L’intervista al segretario provinciale di Forza Italia, Sergio Gaddi, parte dalla fine, da quella risposta a una domanda circolata in passato, ovvero su una sua possibile candidatura alle prossime amministrative.
Ma prima di arrivare a ribadire il suo “no”, il percorso è ricco di spunti e analisi su quanto sta accadendo in città e sul grande impegno che Forza Italia e tutta la coalizione di centro destra sta già mettendo in campo da tempo per arrivare a presentare un programma e un nome capace di convincere i comaschi e sconfiggere così Alessandro Rapinese.

“La priorità di tutto il centrodestra è che Alessandro Rapinese se ne vada a casa – spiega Gaddi – e noi questa volta dovremo essere ancora più accorti e vigili visto quanto accaduto nelle scorse elezioni. Proprio allora abbiamo imparato cosa accade a non essere compatti e di certo non vogliamo ripetere quel passo falso. Ne abbiamo tutti fatto tesoro e siamo già da tempo al lavoro”.
Un impegno fatto di riunioni, analisi delle necessità primarie da soddisfare per i comaschi e di confronto costruttivo sui nomi dei possibili candidati. “Sono diversi i profili, sia di uomini che di donne, che stiamo attentamente analizzando a tutti i livelli”.

Inevitabile domandare che caratteristiche dovrà avere il personaggio giusto del centrodestra. “Rispondere a questa domanda è molto facile: dovrà essere l’opposto di quanto è Alessandro Rapinese – ironizza il segretario provinciale – dopo di lui basta poco. Battute a parte il successore dell’attuale primo cittadino dovrà innanzitutto rendere semplice la vita – e non ostacolarla – ai cittadini. E poi non dovrà avere modi e atteggiamenti maleducati e a tratti realmente inqualificabili per un sindaco. Modi che vanno forse bene per fare del cabaret ma non per amministrare una città e i suoi abitanti”.
Non si sbilancia, il segretario, su quale parte politica della coalizione dovrà avere la precedenza nel presentare il candidato da sostenere. “Non ragioniamo in tali termini, assolutamente. Il nostro obiettivo è creare innanzitutto un programma sostenibile e accurato e darlo in mano a una figura che sarà condivisa da tutta la coalizione, senza guardare al partito o ad altre valutazioni”, specifica sempre Sergio Gaddi.

Prima di concludere, la domanda delle domande: che anni ha vissuto la città con Rapinese sindaco? “Il dato di partenze è che Alessandro Rapinese dice bugie ma è bravo nel vestirle bene con una forma di verità. Peccato però che è sufficiente un solo secondo di riflessione per rendersi conto che si tratta esclusivamente di menzogne”, analizza Gaddi.
“L’aspetto principale è che le sue sono tutte promesse vane, disattese. E gli esempi sono sotto gli occhi di tutti e sono sempre di più”, puntualizza il segretario che ne passa in rassegna alcune. “Dai grandi temi come la Ticosa, di cui ancora nulla si sa, agli impianti sportivi alla piscina di Muggiò, alla rivoluzione contestatissima dei parcheggi”.
Il riferimento, ad esempio, è all’introduzione della cosiddetta tariffa vulcano da 3 euro all’ora per tutte le 24 ore. “Insomma l’impressione sempre più diffusa tra le persone e nel sottoscritto è che il sindaco Rapinese si alzi la mattina con il desiderio di trovare un nuovo modo per rendere la vita difficile ai comaschi, e ci sta riuscendo alla grande”, aggiunge.
E la conclusione è ancora una volta un vero affondo. “Senza tralasciare il fatto che si intesta anche progetti varati e cominciati da altri sindaci come se fossero merito suo oltre all’essere il primo a scaricare su altri eventuali responsabilità. Insomma, questo giochetto dura da troppo tempo e ora siamo sempre più vicini alla fine, fortunatamente”.
