La girandola dei nomi nel centrodestra per il candidato sindaco di Como gira ancora fiaccamente, ma l’ultimo weekend di settembre ha portato qualche rumors su due nomi da tenere d’occhio nell’evoluzione delle prossime settimane. Sempre che, naturalmente, i segretari dei partiti principali decidano di sedersi a un tavolo per discutere dell’appuntamento politico più importante del 2027.
A oggi, infatti, non risultano confronti veri e propri ai livelli più alti tra gli alleati: ci si è limitati a dialoghi ristretti, battute informali, indiscrezioni in libera uscita.
Andando subito al sodo, e dando per acquisiti i nomi effettivamente in lizza da qualche settimana sebbene senza picchi stellari di consenso (cioè il presidente dell’Aci Enrico Gelpi per l’area moderata e il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Stefano Molinari), i discorsi delle ultime ore hanno dato una bella spolverata ad altri possibili protagonisti.
La prima è senza dubbio Alessandra Locatelli, storico volto della Lega comasca, già vicesindaco e oggi ministro per le Disabilità del governo Meloni.
Benché in uno scenario oggi difficilissimo da immaginare (candidato leghista a Como e l’anno prossimo pure a Cantù: doppietta finora sempre stata impossibile da accettare per gli alleati), Locatelli è certamente l’opzione di cui più si è dibattuto nei giorni scorsi. Anzi, di più.
Pare che emissari del ministro abbiano già condotto personalmente sondaggi su alcuni elementi della possibile coalizione di centrodestra per tastare il terreno su una eventuale discesa in campo. I responsi non sono noti, ma va registrata una generale benevolenza verso la diretta interessata alla quale fanno sicuramente premio l’indiscutibile esperienza politica e amministrativa, nonché la notorietà nel capoluogo.
Certo, la parabola discendente della Lega a livello nazionale, nel pieno della lotta tra salviniani e nostalgici dell’era nordista, e locale (alle comunali fu il partito più debole del trio) non aiutano.
In più non bisogna dimenticare che – benché in lontananza – esiste ancora una remota possibilità che anche l’assessore regionale Alessandro Fermi possa rientrare nelle discussioni. Ma, nello stesso tempo, molto dipenderà anche dal prescelto per il dopo Sala a Milano, con riflessi che potrebbero scompaginare anche equilibri consolidati in riva al Lario.
Il secondo nome su cui si appunta un certo interesse è quello di un outsider: il presidente dello Yacht Club Gioacchino Favara.
Martedì prossimo, all’hotel Metropole Suisse, verrà presentato il laboratorio di idee “Progetto Como” di cui Favara è il gran cerimoniere. Con lui, anche l’ex consigliere comunale di FdI e colonnello della Finanza Sergio De Santis e un’altra vecchia volpe della politica locale, Pino Zecchillo.
Inutile dire che la dizione “laboratorio di idee” si traduce in “profumo di lista civica” nel campo del centrodestra, con manovre per reclutamento e appoggi già in corso da tempo. Per di più, senza alcuna opposizione da parte dei partiti, che vedono in questo possibile soggetto un serbatoio aggiuntivo di idee e preferenze utile a rinforzare lo schieramento classico. E fin qui tutto regolare.
La vera curiosità, però, sarà scoprire martedì prossimo se oltre alla lista in gestazione ci sarà di più. Un candidato civico, ad esempio, da mettere a disposizione dell’alleanza alla luce delle difficoltà mostrate finora da FdI, Lega e Forza Italia a convergere davvero su un nome forte e condiviso. Favara stesso? “Impossibile”, rispondono tutti. Ma in politica, si sa, nulla si può escludere a priori.
