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“Lo sport merita di più”. Como, all’evento di FdI tante voci e una promessa per il futuro

«Lo sport merita di più». Questo sia lo slogan iniziale, sia il senso dell’evento organizzato oggi da Fratelli d’Italia allo Yacht Club di Como.

La proposta di un Patto per lo Sport e la visione amministrativa

Ad aprire il confronto Alessandro Nardone, coordinatore cittadino, che ha proposto un Patto per lo sport tra la futura amministrazione, le società sportive e il Terzo settore, con impegni concreti su spazi, manutenzioni, contributi e accesso alle attività, riallacciando i rapporti con l’intera filiera istituzionale.

Prendendo spunto dal libro «Renditi utile» di Arnold Schwarzenegger e dal suo utilizzo di tornei sportivi per togliere i giovani dalle strade, Nardone ha sottolineato: «Allenatori, dirigenti e volontari conoscono i ragazzi, incontrano le famiglie e spesso intervengono prima che il disagio diventi qualcosa di più grave. Lo sport deve essere protagonista delle scelte della prossima amministrazione, al pari dell’urbanistica e del bilancio. Quelli destinati allo sport sono soldi investiti, non spesi».

Accesso sostenibile e ruolo delle istituzioni regionali

Anna Dotti, presidente della Commissione Cultura e Sport di Regione Lombardia, ha richiamato la necessità di garantire un accesso sostenibile alle attività: «I costi non devono impedire a bambini e ragazzi di praticare sport, costringendo le famiglie a rinunciare a un’esperienza fondamentale per la loro crescita. Sostenere l’accesso alle attività significa investire nella salute, nell’educazione e nella socialità. Per questo le istituzioni devono ascoltare le associazioni e lavorare insieme a loro per rimuovere gli ostacoli alla partecipazione».

Le testimonianze del territorio: dall’impresa sociale alle associazioni

Franco Campanella, vicepresidente dell’impresa sociale Coliseum, ha raccontato oltre trent’anni di attività tra sport, danza e musica, ricordando i progetti con la scuola Parini e la gestione del centro di via del Dos: «Abbiamo coinvolto tanti ragazzi, accompagnandoli anche su palcoscenici prestigiosi come il Teatro Sociale. Il centro di via del Dos accoglieva giovani, adulti e persone con disabilità e non avevamo mai avuto problemi con le amministrazioni precedenti. Oggi è chiuso e le conseguenze ricadono su tutta la comunità».

Elena Marzorati, presidente provinciale AICS, ha evidenziato il ruolo educativo delle associazioni e la necessità di luoghi di aggregazione: «Lo sport insegna autocontrollo, autostima, concentrazione, disciplina e rispetto. Nel judo il contatto fisico controllato aiuta a gestire forza ed emozioni, abbatte le barriere e può contribuire a contrastare il bullismo. I ragazzi hanno bisogno di spazi adeguati e attività organizzate: centri sportivi, biblioteche e luoghi culturali sono presìdi fondamentali contro la solitudine, il disagio e il senso di invisibilità».

Le criticità delle società sportive: contributi, costi e Consulta dello Sport

Guido Corti, presidente della Polisportiva Comense, ha contestato l’eliminazione dei contributi e l’abolizione della Consulta dello Sport, richiamando anche l’aumento dei costi sostenuti dalle società: «Mettere a norma gli impianti è indispensabile, ma bisogna sostenere anche le associazioni che li animano. Le realtà fondate sulla passione e sul volontariato non possono essere lasciate sole. Senza certezze sugli spazi, sulle concessioni e sui sostegni economici, le difficoltà finiscono per ricadere sulle quote delle famiglie, aumentando il rischio di abbandono sportivo. Servono ascolto, coordinamento e programmazione».

Nanni Dato, presidente della Pallanuoto Como, ha denunciato la riduzione degli aiuti, la mancanza di collaborazione e le disparità di trattamento negli sport acquatici: «Lo sport non è una materia di secondo piano, proprio per il grandissimo impatto sociale che produce. Deve avere la stessa attenzione riservata agli altri grandi ambiti di governo della città. Le società hanno bisogno di una programmazione stabile degli spazi e di un’amministrazione capace di collaborare, ascoltare e riconoscere il lavoro svolto per le famiglie».

Sport come opportunità per il turismo e lo sviluppo locale

Ivano Bianchi, responsabile provinciale del Dipartimento Sport di Fratelli d’Italia, ha richiamato anche le opportunità turistiche: «Lo sport può cambiare la vita delle persone e contribuire allo sviluppo del territorio. L’esperienza di Schwarzenegger, che ho conosciuto personalmente, dimostra come la passione sportiva possa diventare impegno sociale e opportunità per i giovani. Como deve valorizzare questo potenziale, sostenendo le associazioni e costruendo una proposta che tenga insieme pratica sportiva, partecipazione e promozione della città».

La rinascita della Consulta dello Sport e le conclusioni politiche

Nelle conclusioni, Stefano Molinari, presidente provinciale di Fratelli d’Italia e già assessore allo Sport, ha richiamato il valore sociale delle associazioni e proposto la rinascita della Consulta dello Sport.

«Lo sport non è un lusso né un servizio accessorio, ma una componente essenziale del tessuto sociale della città. Le scelte dell’amministrazione Rapinese stanno mettendo in difficoltà realtà sportive e associative e, insieme alle decisioni sulla scuola, rischiano di impoverire profondamente Como. Ridurre gli spazi di aggregazione e ignorare le società significa indebolire luoghi di educazione, integrazione, solidarietà e crescita per intere generazioni», ha dichiarato Molinari.

«Vogliamo restituire voce alle società attraverso la rinascita della Consulta dello Sport, uno strumento stabile per raccogliere esigenze e costruire soluzioni condivise. Lo dico anche da ex assessore: governare significa ascoltare, confrontarsi e collaborare. Il Comune deve sostenere il volontariato, curare le strutture e rendere lo sport accessibile a bambini, giovani, persone con disabilità e famiglie. Una città cresce sostenendo le proprie comunità, non chiudendo spazi e interrompendo il dialogo. È su questo che lavoreremo come Fratelli d’Italia».

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