“Chiedo scusa, mi dimetto dal consiglio comunale. Ho deciso per il momento di lasciare anche Fratelli d’Italia”. Il consigliere comunale Tony Tufano, finito al centro della cronaca per aver rotto con una mazza da baseball il lunotto dell’ex fidanzata al termine di una lite, ha annunciato l’addio al partito di Giorgia Meloni nel comunicare le dimissioni dall’assemblea cittadina. Al suo posto nel gruppo di FdI subentra il farmacista Roberto Tassone.
Di seguito il discorso integrale di Tufano.
Buonasera. Scusate la voce ma l’ho persa sul campo. Signor Presidente, signor Sindaco, colleghi consiglieri, persone presenti in aula, perché tutti parlano di nuovo su tutti i giornali, ma non importa.
Preferisco non nascondermi e affrontare ciò che c’è da affrontare. Lascio questo Consiglio Comunale e, prima di farlo, sento il dovere di spiegare, guardandovi negli occhi, perché ho preso questa decisione. Nella mia vita ho trascorto moltissimo tempo con i giovani, con i ragazzi.
Ho cercato di ascoltarli, di aiutarli e di consigliarli. E quando pretendi da loro di dire qualcosa, quando gli chiedi di assumersi le proprie responsabilità, devi essere pronto ad assumerti le tue. E devi sapere che, prima ancora delle parole, contano i comportamenti.
È soprattutto per questo che oggi sono qui. Non mi dimetto perché qualcuno abbia già stabilito che io sia colpevole di qualcosa. (1:07) Esiste un procedimento penale, esistono persone coinvolte che meritano tutto il mio rispetto ed esiste un giudice al quale spetterà un giorno stabilire che cosa sia realmente caduto e quale significato giuridico debba avere.
Quello è il processo e il processo deve rimanere fuori da quest’aula. Io oggi compio una scelta diversa, una scelta personale e istituzionale. Chi mi conosce sa che ho sempre vissuto tutto intensamente, amicizie, affetti, lavoro, politica e l’amore.
Già, l’amore. Non sono mai stato capace di vivere rapporti umani a metà. Dicono che sia una delle mie più grandi qualità, ma oggi la vedo, senza dubbio, come il più grande limite.
Quando tengo a qualcuno ci tengo visceralmente e qualche volta l’impulsività, la paura di vedere accadere qualcosa di irreparabile, la convinzione, giusto o sbagliata che sia, di dover intervenire immediatamente possono far perdere quella lucidità che invece non dovrebbe mai mancare. Quella notte ho perso questa lucidità. Non intendo anticipare qui una difesa processuale, non intendo cercare giustificazioni.
Voglio però assumermi la responsabilità di una cosa molto semplice. Chi ricopre un incarico pubblico deve pretendere, prima di tutto da se stesso, una misura maggiore. Ed è questa la ragione delle mie dimissioni.
Non perché rinneghi la persona che sono, non perché rinneghi la passione con cui ho vissuto la mia vita, ma perché essere se stessi significa anche avere il coraggio di riconoscere i propri limiti e, quando necessario, pagarne personalmente le conseguenze, senza trascinare con sé l’istituzione che si rappresenta. Alle persone coinvolte in quella serata voglio dire una cosa semplice. Se si sono spaventate, ferite e turbate da ciò che è accaduto, me ne dispiace profondamente.
Anche se so bene che, conoscendomi a fondo, sanno benissimo il perché di quel gesto sconsiderato. Ma davvero è così che ognuno risponde alla propria coscienza. In ogni caso torno a fuori da questale i dettagli di ciò che è successo e che mi ha portato a quel gesto, quella notte.
Se qualcuno vorrà sapere impurato, come sempre non mi sottrarrò. Non è questa l’aula nella quale stabilire responsabilità penale e non userò queste parole né per accusare qualcuno né per assolvere me stesso. Per questo esistono i tribunali, ma esiste anche la responsabilità umana che viene prima delle sentenze e quella, la mia coscienza, non ha intenzione di evitarla.
La politica, a mio modo di vedere, dovrebbe essere anche questo, saper lasciare una poltrona. È molto facile parlare di responsabilità quando riguarda gli altri, è più difficile applicarla a se stessi. Io oggi lo faccio.
Lascio il Consiglio Comunale per una vicenda che appartiene alla mia vita personale, che nulla ha a che vedere con gli atti compiuti in quest’aula, con il lavoro svolto come Consigliere e con le idee che ho sostenuto. E proprio per questa ragione non voglio che una vicenda personale diventi un peso per il Consiglio Comunale, per tutti noi, per la città o per le persone che in questi anni hanno creduto in me. Ho inoltre deciso per il momento di lasciare Fratelli d’Italia.
Non voglio trasformare questa sera in una polemica con il mio partito e contro di esso. Rivendico soltanto una cosa, la decisione di fare un passo indietro era maturata in me fin dai primi momenti di questa vicenda, prima ancora che diventasse un caso politico. Non porto rancore, porto con me quello che questa esperienza mi ha dato.
Ringrazio il Presidente del Consiglio, il Sindaco, la Giunta e tutti i Consiglieri, anche quelli con i quali in questi anni mi sono scontrato, ma con i quali penso di essermi comportato sempre in maniera corretta e onesta, senza mai toccare sfere della vita privata di nessuno. Ringrazio soprattutto le persone che mi hanno votato e quelle che anche in questi giorni difficili mi sono state accanto, sostenendomi e comprendendo tante cose. Ringrazio la mia famiglia, mio fratello in particolare, e mi scuso ancora con tutti coloro che hanno sofferto per questa spiacevole situazione.
Quando si vuole bene a una persona e la si vede in difficoltà, si sta male per essa. Voglio dire un’ultima cosa, soprattutto ai ragazzi che conosco e che mi hanno seguito in questi anni. Nella vita si può sbagliare, si può essere impulsivi, si possono vivere momenti nei quali non ci si riconosce pienamente nelle proprie azioni, ma il valore di una persona non consiste nel fingere di essere infallibili, consiste nell’assumersi la responsabilità delle proprie scelte, affrontare le conseguenze e averne la forza di ricominciare.
Questa sera io faccio esattamente questo, lascio la carica, non lascio la mia città, non lascio le persone alle quali voglio bene. Certamente non smetto di credere che, dopo ogni errore, ogni difficoltà, ogni caduta, un uomo abbia il diritto, soprattutto il dovere, di rialzarsi. Da domani affronterò nelle sede competenti ciò che dovrò affrontare, con rispetto per tutti e con la serenità di chi sa che sarà la giustizia ad accettare i fatti e chi sa, magari in seguito a ciò, presto o tardi che sia, mi verrà data di nuovo l’opportunità di esercitare questa mia grande passione.
Questa sera intanto faccio semplicemente ciò che ritengo giusto nei confronti delle istituzioni e che ho avuto l’onore di rappresentare, e anche nei confronti di chi amo e che devo tutelare. Mi assumo la vera responsabilità, me ne vado a testa alta senza accusare nessuno e senza chiedere a nessuno di assolvermi. Grazie davvero a tutti.
