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Ciliegi, il partito che sta con Rapinese: “Alberi senescenti, non sono pezzi d’antiquariato da salvare”

Il Partito Liberaldemocratico di Como interviene sul caso dei ciliegi di via XX Settembre, che si trascina ormai dallo scorso novembre tra cittadini e partiti schierati a difesa degli alberi storici e Comune di Como intenzionato ad abbatterli per far spazio ai peri.

In attesa che i nuovi capitoli della contesa emettano i loro verdetti (recentemente il sindaco Alessandro Rapinese ha portato in tribunale la Soprintendenza che di fatto aveva vincolato gli alberi), ecco in una nota diffusa nel pomeriggio la posizione del neonato soggetto politico. Di cui, almeno fino a oggi, erano ignote al pubblico le specifiche conoscenze botaniche ma che, nella sostanza e citando alcuni documenti, si schiera sostanzialmente dalla parte del primo cittadino. E lo fa bollando i ciliegi come alberi senescenti “con conseguente perdita di vigore e aumento dei rischi strutturali”. Tutti fattori, sempre secondo il Partito Liberaldemocratico del segretario provinciale Peppino Titone, che conta su volti noti come l’ex candidata sindaca per Civitas nel 2022, Adria Bartolich, che dovrebbero sconsigliare a tutti di “equiparare un albero senescente a un pezzo d’antiquariato da preservare a tempo indeterminato”.

Di seguito, il testo integrale del Partito Liberaldemocratico.

Gli alberi (ciliegi compresi) non sono pezzi di antiquariato
Il dibattito sulla gestione dei Prunus serrulata (i famosi “ciliegi”) a Como si è recentemente arricchito di un nuovo elemento di discussione: l’età degli esemplari oggetto di contesa tra l’amministrazione comunale e i comitati civici. Il confronto sembra ora focalizzarsi sulla convinzione che la maggiore età di un albero sia, di per sé, un parametro utile a giustificarne la conservazione assoluta, quasi si trattasse di un oggetto di antiquariato il cui valore aumenta linearmente con il passare del tempo.

Tuttavia, consultando le più autorevoli fonti in materia risulta una prospettiva differente, legata alle caratteristiche intrinseche della specie. Il Prunus serrulata, o ciliegio giapponese, non è una pianta longeva per natura. In particolare, La North Carolina State University Extension e la Royal Horticultural Society (RHS) evidenziano come queste piante raggiungano la piena maturità strutturale n tempi relativamente brevi, già tra i 10 e i 20 anni, la qual cosa implica una successiva fase di rapido declino fisiologico, spesso accelerato dalla fragilità del legno e dalla vulnerabilità a patologie fungine e batteriche.

Partendo da questi presupposti, appare evidente che l’approccio alla gestione del verde urbano non può basarsi esclusivamente sul criterio dell’anzianità. Mentre per un manufatto storico il tempo è un fattore di pregio, per un organismo vivente come il ciliegio ornamentale il passare dei decenni segna l’ingresso nella senescenza, con conseguente perdita di vigore e aumento dei rischi strutturali.

In conclusione, una corretta pianificazione del paesaggio cittadino richiede di considerare le piante come esseri biologici con tempi di sviluppo e decadimento specifici. Equiparare un albero senescente a un pezzo d’antiquariato da preservare a tempo indeterminato rischia di ignorare le dinamiche naturali e le necessità di rinnovamento necessarie per garantire un patrimonio arboreo sano e sicuro per la collettività.

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